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6 Febbraio 2020

Ultimo aggiornamento: 10:53 del 6 Febbraio 2020

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  • 15:26 - Al Fuorisalone di Milano l'installazione di Zambon dedicata alla salute femminile

    Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - In occasione del lancio della nuova linea di prodotti Monurelle*, Zambon sceglie di raccontare il proprio impegno per la salute femminile attraverso il linguaggio del design. Durante il Fuorisalone 2026, dal 20 al 30 aprile, nell'ambito della mostra-evento Interni Materiae negli spazi dell'università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7) prende forma 'Tracce di Cura', un'installazione ideata da Amdl Circle e ispirata alle architetture ideografiche di Michele De Lucchi. Il progetto - informa una nota - è costruito sull'incontro tra due nature opposte: la precisione della superficie in alluminio composito e la matericità delle sculture in gesso lavorate a mano che abitano le nicchie. La struttura, realizzata in frame lignei rivestiti con pannelli alucobond in un bianco caldo, disegna una piccola architettura abitabile con ingresso, uscita e quattro snodi, ciascuno corrispondente a una nicchia espositiva. In questo spazio emergono silhouette femminili che evocano libertà e cura di sé, nate dai bozzetti di Masahiko Cubo - da anni parte dell'identità visiva di Monurelle - visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali. Il percorso trasforma il prospetto archetipico della casa in una pianta ramificata, invitando i visitatori a seguire itinerari non convenzionali, tra soste e scoperte, in cui si inserisce il racconto dell'impegno di Zambon verso la cura, il benessere e la salute della donna.

    Zambon, multinazionale chimico-farmaceutica, sfrutta questa occasione per annunciare il lancio della nuova linea Monurelle, interamente dedicata alla salute e al benessere delle donne - si legge nella nota - con soluzioni pensate per accompagnarle nelle diverse fasi della vita e offrire soluzioni mirate a bisogni concreti di salute femminile. La nuova linea, disponibile nelle farmacie italiane a partire dalla fine del mese di maggio e supportata da evidenze cliniche che ne dimostrano sicurezza ed efficacia, nasce dall'esperienza di Zambon in ambito ginecologico maturata attraverso una presenza qualificata e continuativa nel campo delle infezioni delle vie urinarie. "Ciò che accomuna questi prodotti - dichiara Massimo Grandi, Chief Core Therapies Officer di Zambon - è un metodo di sviluppo orientato alla qualità scientifica, alla sicurezza e alla sostenibilità. Dalle formulazioni studiate secondo evidenze cliniche, alle tecnologie produttive a ridotto impatto ambientale, la linea riflette una visione integrata della salute. La salute delle donne richiede ascolto, competenza e soluzioni costruite con rigore: con Monurelle vogliamo contribuire a una cultura della prevenzione e del benessere che tenga insieme scienza, responsabilità e attenzione alla persona".

    All'interno della nuova linea - dettaglia la nota - è presente Monurelle* Plus AF, dispositivo medico dalla formulazione esclusiva che agisce sinergicamente su vescica e intestino, per il trattamento e la prevenzione della cistite. Il prodotto gode di un riconosciuto supporto medico scientifico ed è inserito nelle linee guida Eau 2026 (European Association of Urology) come strategia efficace nella riduzione dei sintomi e delle recidive, a conferma di un approccio basato su evidenze cliniche e appropriatezza d'uso. La nuova linea comprende anche Monurelle* Cbd oleogel e Monurelle* Cbd ovuli, dispositivi medici per il trattamento di supporto delle sindromi genitourinarie femminili, inclusi stati di disagio vulvovaginale, irritazioni, secchezza, atrofia, bruciore e delle condizioni associate a vulvodinia. Monurelle* Cbd, privo di estrogeni o sostanze ad attività ormonale, garantisce un valido profilo di efficacia e tollerabilità. All'interno della linea rientra anche Monurelle* Ferro Naturale, integratore alimentare studiato per supportare il fabbisogno di ferro nelle donne, in particolare in fasi come l’età fertile e la premenopausa. Il prodotto - precisa Zambon - si caratterizza per un ferro di origine 100% naturale e da filiera italiana, ottenuto da spirulina coltivata in fotobioreattori, una tecnologia che garantisce elevati standard qualitativi e un ridotto impatto ambientale. Studi evidenziano un'elevata bioaccessibilità e biodisponibilità, unite a un profilo di tollerabilità favorevole.

  • 14:41 - Oncologo Loupakis: "Exercise oncology sostiene efficacia terapie e ne riduce tossicità"

    Milano, 21 apr. (Adnkronos Salute ) - "Dare una definizione di exercise oncology può sembrare semplice, ma in realtà può essere particolarmente difficile. All'interno di questa definizione troviamo infatti tutti quei programmi di attività fisica adattata che possiamo proporre ai pazienti oncologici con l'intenzione di rendere le terapie meno tossiche, riducendo quindi gli effetti collaterali, e più efficaci, aumentando dunque le probabilità di guarigione e cura". Lo ha detto Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore, presidente Associazione Kiss, partecipando a Milano all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pesata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.

    I benefici dell’exercise oncology, ha spiegato, sono "in parte immediati, perché nel momento stesso in cui si aderisce ad un programma di attività fisica ci sono degli effetti psicologici legati alla sensazione di essere seguiti maggiormente, e in parte a medio e lungo termine, con una migliore adesione alle terapie. Ridurre gli effetti collaterali durante le terapie oncologiche significa non avere ritardi e, quindi, avere anche dei migliori risultati".

    Per l'oncologo è importante "avere la possibilità di rivolgersi a molteplici canali diversi per accedere a programmi di attività fisica adattata. Questo perché i pazienti e i familiari sono molto diversi tra loro: alcuni possono avere difficoltà ad accedere a luoghi fisici in cui svolgere attività fisica e preferire poterlo fare a casa. Avere delle piattaforme online - conclude Loupakis - può quindi essere molto importante: può anche non essere il canale esclusivo, ma sicuramente fornisce una prima possibilità di avvicinamento all’esercizio. Diffondere questa cultura attraverso riferimenti online è prezioso anche per i medici stessi: permette di vedere non soltanto quali siano gli esercizi da fare, ma anche quali siano le evidenze scientifiche più recenti e più rilevanti".

  • 14:41 - Avancini (UniVr): "Con attività fisica adattata più qualità di vita e -40% depressione"

    Milano, 21 apr. (Adnkronos Salute) - "L'attività fisica adattata è un intervento personalizzato e strutturato sulle caratteristiche di ciascun singolo paziente. Per costruire questo programma, infatti, generalmente vengono presi in considerazione la storia di salute e la sintomatologia dei pazienti, ma anche la valutazione funzionale, quindi le loro capacità fisiche, le loro preferenze in termini di attività, le barriere e gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo determinato programma, al fine di creare un percorso personalizzato". Lo ha detto Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa, Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia, in occasione dell'incontro con la stampa, organizzato a Milano da Amgen, dal titolo 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico'. In tale contesto è stata presentata Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura e per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.

    La chinesiologa Avancini ha poi illustrato i benefici che l'attività fisica adattata può offrire ai pazienti: "Disponiamo di diversi dati che ci mostrano come un intervento di questo tipo sia in grado di migliorare la fitness fisica dei pazienti, che non è un indice di performance, ma ad oggi in oncologia è un vero e proprio fattore prognostico - ha precisato - Inoltre, abbiamo evidenze molto solide anche riguardo la tollerabilità dei trattamenti: i pazienti fisicamente attivi, infatti, hanno meno effetti collaterali delle terapie. Un esempio classico è la riduzione, ad esempio, del sintomo della fatigue, della neuropatia periferica, ma non solo aspetti fisici, vi sono benefici anche dal punto di vista psicologico. L'intervento di esercizio fisico è in grado di ridurre anche i sintomi di ansia e depressione di circa il 40%. Pertanto, si tratta a tutti gli effetti di un intervento multimodale sul piano fisico sintomatologico, ma anche su quello emotivo".

    "Da questo punto di vista - ha concluso - il progetto portato avanti da Amgen, Be Active Lab, è un grande passo avanti per un intervento di esercizio fisico personalizzato proprio perché si sfrutta la telemedicina per arrivare direttamente a casa dei pazienti, senza lasciare da parte la personalizzazione dell'approccio, che deve essere cucito su misura di ciascun singolo paziente".

  • 14:40 - Medico dello sport Lanfranconi: "Movimento impatta positivamente su prognosi malattia"

    Milano, 21 apr. (Adnkronos Salute) - "Siamo fatti per fare movimento fin dalla nostra nascita. Anche quando c'è una malattia possiamo adattare il nostro livello di allenamento e di esercizio per mantenere efficienti tutti i nostri sistemi. Questo porta a una migliore qualità di vita e a un benessere generale. Inoltre l'esercizio può avere anche un effetto terapeutico sulla prognosi di malattia". Lo ha detto Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente dell'Associazione medico sportiva di Lecco e ricercatrice in fisiologia dell'uomo, intervenendo all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', svoltosi a Milano e promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pensata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell’attività fisica in oncologia.

    "Lo abbiamo potuto verificare negli ultimi 2 anni, anche se prima lo sospettavamo, grazie ai risultati di studi sulla singola cellula sul modello animale che dimostrano chiaramente che l'esercizio ha un effetto sul microambiente tumorale - ha spiegato Landranconi - Sull'uomo e sulla donna, così come sull'adulto e sul bambino è più difficile dimostrare questi effetti, ma finalmente negli ultimi 2 anni la letteratura lo ha dimostrato". Ne è un esempio "lo studio Challenge sul tumore al colon, con cui si è evidenziato che le persone con questa neoplasia che hanno fatto 3 anni di allenamento continuativo, adattato alle singole caratteristiche individuali, hanno migliorato la propria aspettativa di vita rispetto a coloro che non erano coinvolti in un programma di allenamento adattato. Avere delle evidenze scientifiche - ha sottolineato - renderà più semplice anche per gli oncologi proporre il movimento fisico non solo ai pazienti, ma anche a livello istituzionale".

    "Be Active club è una piattaforma innovativa all'interno della quale c'è uno scambio di informazioni tra oncologi, medici dello sport e chinesiologi. La persona viene presa in carico, seguita nel tempo e poi rivalutata, per vedere come si modifica il suo sistema, la sua performance e la sua qualità di vita", ha concluso.

  • 14:32 - Tumori: 'il movimento aiuta le cure ma lo pratica solo il 7% dei pazienti', online Be Active Lab

    Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Muoversi durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può fare la differenza. Negli ultimi anni si sta affermando infatti una visione sempre più integrata del percorso di cura oncologico, in cui l'esercizio fisico si affianca alle terapie farmacologiche. Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa aiutare sotto molteplici aspetti, contribuendo a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie. L'esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l'efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell'Oms che indicano come praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica sia associato a un minor rischio di mortalità. In questo contesto è online 'Be Active Lab', piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano.

    "L'exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l'attività fisica non solo come raccomandazione di benessere, ma come parte integrante del percorso terapeutico - spiega Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore e presidente dell'associazione Kiss - Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l'esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull'efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio". Anche sul piano biologico i meccanismi su cui agisce il movimento sono diversi, descrivono gli esperti: ad esempio, migliora l'ossigenazione dei tessuti, rafforza il sistema immunitario e contribuisce a contrastare infiammazione e debilitazione generale.

    Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a misurare in modo sempre più rigoroso l'impatto dell'attività fisica nei pazienti oncologici, prendendo in considerazione varie tipologie di tumore e livelli di gravità. Uno degli studi più innovativi a questo riguardo - cita una nota - è il trial Challenge, pubblicato su 'Nejm' a fine 2025, che per la prima volta ha valutato gli effetti di un programma strutturato di esercizio fisico nei pazienti con tumore del colon. I risultati hanno mostrato una riduzione del 37% del rischio di morte e del 28% del rischio di recidiva. Un'altra recente analisi su 7 diversi tipi di tumore (vescica, rene, cavità orale, polmone, retto, endometrio e ovaio) ha evidenziato come le persone fisicamente più attive, sia prima sia dopo la diagnosi, presentino un rischio significativamente più basso di mortalità. Ulteriori evidenze indicano inoltre un effetto positivo sulla risposta immunitaria nel tumore al seno, contribuendo a migliorare il controllo sulla malattia, e sulla tollerabilità delle terapie, con miglioramenti della funzionalità fisica e della qualità di vita anche nei tumori ematologici come i linfomi e nei tumori metastatici.

    L'attività fisica, tuttavia, non è uguale per tutti. "Si parla di attività fisica adattata, costruita su misura in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche della persona - sottolinea Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia - La personalizzazione dell'esercizio parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, tenendo conto anche delle sue preferenze, con obiettivi progressivi e un monitoraggio costante per favorire l'adesione al programma e la continuità nel tempo".

    Nonostante le evidenze, solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica, segno di una consapevolezza ancora limitata e della presenza di una barriera culturale da superare, rilevano gli esperti. "Per lungo tempo si è pensato che chi ha un tumore dovesse soprattutto riposare, come se il riposo fosse di per sé curativo e riducesse il metabolismo delle cellule tumorali - ricorda Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente Associazione medico sportiva di Lecco, ricercatrice in fisiologia dell'uomo - Oggi sappiamo che non è così: l'esercizio è una sorta di terapia mirata che favorisce i tessuti sani a sfavore di quelli con cellule tumorali e può rappresentare un'opportunità concreta di supporto al percorso di cura. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che richiede un'evoluzione culturale della medicina. Iniziative come Be Active Lab possono perciò rappresentare un passo importante nella giusta direzione. Oltre al forte valore educativo della piattaforma, che contribuisce a diffondere conoscenza e a favorire una sempre maggiore integrazione dell'esercizio fisico nella pratica clinica, c'è anche la fattiva possibilità di accedere a un allenamento sicuro e personalizzato".

    Il portale Be Active Lab, disponibile al link https://www.beactivelab.it, mette a disposizione dei pazienti contenuti informativi ed educativi sui benefici dell'attività fisica e dello stile di vita sano, attraverso una user experience intuitiva e facilmente navigabile sia da desktop che da mobile, si legge nella nota. E' disponibile anche una ricca raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione, ideati e guidati da scienziati del movimento, medici dello sport e chinesiologi, adattabili a diversi livelli di intensità e facilmente eseguibili anche a casa, dopo aver valutato con il proprio medico quali siano i più adeguati alla propria condizione clinica e aver definito il limite massimo di attività fisica raggiungibile. Ogni esercizio è disponibile in formato video ed è accompagnato da una trascrizione scritta, per garantire un'elevata accessibilità dei contenuti, che possono essere facilmente filtrati per distretto corporeo e categoria (riscaldamento, potenziamento muscolare, equilibrio e stretching). Inoltre, per ciascun esercizio è disponibile una versione adattata, pensata per chi presenta difficoltà fisiche nell’esecuzione di particolari movimenti.

    "Le evidenze più recenti confermano che i percorsi di cura sono processi complessi, il cui successo dipende, oltre che dalle terapie più innovative, anche da una pluralità di fattori. Tra questi, l'esercizio fisico riveste un ruolo essenziale - dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director Amgen Italia - Questa iniziativa, in linea con la visione che Amgen ha della cura, si fonda su un'esperienza maturata in molti anni di ricerca sui pazienti oncologici. Innovare il patient journey significa non solo rendere le strategie terapeutiche sempre più mirate, efficaci e tollerabili, ma anche contribuire a una visione olistica, supportando la comunità scientifica nell’evoluzione dei modelli assistenziali".

    A confermare l'importanza del movimento è anche l’esperienza diretta di chi ha affrontato la malattia e ha trovato nello sport un alleato importante. "Non ho mai abbandonato lo sport: è stato prezioso in ogni fase del mio recupero e continua a esserlo ancora oggi - racconta Ivan Basso, ex campione di ciclismo e vincitore del Giro d'Italia 2006 e 2010 - E' stato un ritorno graduale, ma decisivo per ritrovare equilibrio, forza e fiducia. Riprendere in breve tempo l'attività fisica, con l’approvazione dei medici, mi ha dato un sostegno psicofisico importante, contribuendo a migliorare l'umore e rafforzando l'autostima, elementi che concorrono al riequilibrio del corpo e della mente. Questo principio può valere per qualunque paziente oncologico".

  • 14:14 - Danone a NutriMi 2026: "Microbiota e latti fermentati al centro dell'innovazione"

    Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Confrontarsi attivamente con la comunità scientifica sui temi chiave per il futuro della nutrizione: dal ruolo del microbiota intestinale all'impatto dei latti fermentati sulla salute, fino all'importanza di un'alimentazione equilibrata per il benessere a lungo termine. Con questi contenuti, in occasione della XX edizione di NutriMi - Forum di nutrizione pratica, Danone, come Top Partner, ha confermato il proprio ruolo di riferimento nell'ambito dei latti fermentati. Il contributo del'azienda - con i suoi brand Danone Skyr e Activia - forte di decenni di innovazione e ricerca sul microbiota intestinale, si inserisce in uno scenario di mercato in rapida trasformazione, dove l'interesse degli italiani per alimenti funzionali e ad alto valore nutrizionale è in forte crescita. A confermarlo sono i dati più recenti, riporta l'azienda in una nota. Nel 2025 il segmento del kefir conferma un andamento particolarmente dinamico, registrando una crescita del +55,2% a valore rispetto al 2024 e raggiungendo vendite pari a circa 273 milioni di euro, mentre i segmenti greco e skyr, che offrono ai consumatori soluzioni in linea con la ricerca di naturalità e salute, crescono rispettivamente del 25% e del 37%, testimoniando un forte interesse e una forte crescita di un mercato che si attesta sui 615 milioni di euro. Un'evoluzione che riflette un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo, con la colazione sempre più vissuta come un momento consapevole, orientato al benessere, alla qualità e all'innovazione.

    Cuore della partecipazione di Danone è stato un approfondimento scientifico dedicato al ruolo del microbiota intestinale, oggi riconosciuto come un elemento centrale per la salute. Negli ultimi anni la ricerca in questo ambito è cresciuta in modo esponenziale, evidenzia l'azienda. Si stima che il microbiota intestinale sia composto da trilioni di microrganismi e svolga un ruolo fondamentale in processi, tra gli altri, come digestione, metabolismo e regolazione del sistema immunitario. In questo scenario, cresce l'interesse per alimenti fermentati come il kefir, caratterizzati da una comunità complessa di fermenti vivi (lieviti e batteri) che agiscono in sinergia contribuendo all'equilibrio del microbiota intestinale, in cui l'impatto di salute è scientificamente dimostrato. L’intervento, realizzato con il contributo non condizionante di Danone Italia, è stato affidato a Giovanni Barbara, professore ordinario di Gastroenterologia all'università di Bologna, direttore dell'Uoc di Gastroenterologia dell'università di Bologna e responsabile del Centro Trapianto di microbiota del Sant'Orsola di Bologna.

    "Il microbiota intestinale è oggi riconosciuto come uno dei pilastri della nostra salute, influenzando digestione, metabolismo e sistema immunitario - afferma Barbara - Per mantenerlo in equilibrio è fondamentale seguire un'alimentazione sana e varia. In questo contesto, il consumo regolare di alimenti fermentati, come il kefir - in cui batteri e lieviti agiscono sinergicamente - rappresenta una scelta semplice, ma efficace per favorire il benessere intestinale e, più in generale, dell'intero organismo".

    Durante le due giornate, Danone è stato presente al Forum con uno spazio espositivo dedicato, dove i visitatori hanno potuto approfondire le caratteristiche nutrizionali dei prodotti Danone Skyr e Activia, partecipare a momenti di degustazione e confrontarsi con nutrizionisti qualificati, si legge nella nota. I prodotti sono stati protagonisti dei momenti di pausa dell'evento, contribuendo a un'esperienza coerente con i valori di nutrizione e benessere promossi dal forum.

    "Essere Top Partner di NutriMi per il secondo anno consecutivo - dichiara Lucia Chevallard, direttrice Marketing Italia e Grecia di Danone - ci permette di contribuire attivamente al dialogo scientifico su nutrizione e salute, in un momento in cui cresce la consapevolezza del legame tra ciò che mangiamo e il nostro benessere. Da oltre un secolo offriamo soluzioni nutrizionali che coniugano qualità, accessibilità e solide evidenze scientifiche. Il successo di prodotti come kefir e skyr riflette una domanda sempre più evoluta, a cui rispondiamo con ricerca e innovazione. In questo contesto - aggiunge - si distinguono prodotti come Activia Kefir bianco, che combina i lieviti autentici del kefir con 4 miliardi di probiotico Bifidus, senza zuccheri aggiunti e adatto anche a chi maldigerisce il lattosio, e Danone Skyr, ispirato alla tradizione islandese, naturalmente ricco di proteine, privo di grassi e ideale per accompagnare ogni momento della giornata, a partire dalla colazione. Con la nostra partecipazione all'edizione di NutriMi 2026 - conclude - abbiamo ribadito il nostro impegno: trasformare la scienza della nutrizione in benessere concreto per tutti".

  • 14:12 - Un distretto che fonde tecnologia e colore, Hisense presenta 'The colorful district'

    Milano, 21 apr. (Adnkronos) - Cosa succede quando il colore smette di essere un dettaglio e diventa il modo in cui viviamo gli spazi? Dal 20 al 26 aprile, in occasione della Milano design week 2026, Hisense risponde a questa domanda con 'The colorful district': più di un’installazione, un vero e proprio distretto immersivo che trasforma Officina 14 (Via Tortona 14) in un luogo da attraversare, abitare e interpretare. Non è uno spazio da osservare, ma un percorso da vivere: un luogo in cui ogni ambiente racconta un momento della quotidianità e ogni tecnologia diventa parte di una narrazione più ampia, fatta di gesti, abitudini e relazioni.

    L’esperienza si articola in quattro momenti distinti: si comincia con 'The entrance', la soglia che segna il passaggio da osservatore a partecipante. Qui ogni visitatore riceve due strumenti per esplorare il distretto: una matita dotata di lente a sottrazione colore in grado di rivelare parole nascoste lungo il percorso e una mappa che guida la scoperta degli spazi e dove poter prendere nota di ogni parola trovata. Il percorso continua in 'The central plaza', una piazza urbana aperta e vibrante in cui prende forma l’identità del distretto. Strutture morbide, cromie espressive ed elementi architettonici danno vita allo spazio outdoor del distretto. Una sorta di parco che invita a rallentare, a muoversi liberamente, a lasciarsi attraversare dall’atmosfera: è qui che il colore si manifesta come emozione condivisa, nel punto d’incontro tra le diverse esperienze del distretto.

    Da questa dimensione pubblica si entra nel cuore del progetto: 'The inner court'. Primo ambiente interno e fulcro dell’intero percorso, si presenta come una corte viva e contemporanea che trasforma le finestre colorate in veri e propri accessi ai mondi che prendono vita all’interno dove ogni ambiente esprime un colore, un’atmosfera, un modo di vivere lo spazio trasformandolo in esperienza. È qui, all’ingresso della corte interna, che il visitatore coglie il senso del progetto: non una sequenza di stanze separate, ma un ecosistema interconnesso. Accolgono il visitatore i primi due prodotti protagonisti: a sinistra, il Tv da 116 pollici con tecnologia Rgb MiniLed, che rappresenta la massima espressione del colore secondo Hisense, una presenza che che va oltre la semplice visione aprendo, in senso visivo e simbolico, le porte al concept 'The colorful district' e introducendo un nuovo modo di percepire luce, profondità e intensità cromatica. A destra troviamo invece Hi Prime, il sistema di accumulo dell’energia che connette simbolicamente le nostre stanze dell'ecosistema, alimentate e animate dalla stessa energia invisibile.Da qui si diramano le diverse stanze, ciascuna ispirata a un momento della quotidianità, una passione o un’atmosfera dove la tecnologia non si impone come protagonista, ma si integra, in modo naturale e insieme al colore, nell’esperienza. Proprio come nelle nostre case.

    La 'Sport room' restituisce tutta l’energia e l’emozione dei grandi eventi, in dialogo diretto con il legame di Hisense con la Fifa world cup 2026. Qui, il Laser cinema 4K Pt1 amplifica la visione trasformandola in un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di portare nello spazio l’intensità, i colori e l’emozione del campo da gioco. La 'Cinema room' interpreta l’intrattenimento come un momento speciale, dove il proiettore laser 4K M2 Pro accompagna la visione con naturalezza, quasi scomparendo nello spazio ma valorizzando, al contempo, le emozioni che i contenuti sono in grado di trasmettere. Nella 'Fun room', il mix tra suono e colore trasforma l’ambiente in un’esperienza dinamica e multisensoriale grazie a soluzioni come 'Party storm' e il Tv Rgb MiniLed Ur9. Atmosfere sempre diverse che favoriscono momenti di condivisione e divertimento.

    L'area 'Kitchen & Winery' introduce una dimensione più raccolta e sensoriale, in cui la cucina e la degustazione del vino diventano rituali quotidiani fatti di attesa, scelta e convivialità. In questo contesto, la cantinetta vino RW3N230GELF si inserisce con discrezione, contribuendo a definire un ambiente caldo e curato, in cui ogni dettaglio valorizza il momento. La 'Bedroom' rappresenta uno spazio intimo e rigenerativo, dove il comfort passa dalla scelta del colore a momenti di relax, fino alla qualità dell’aria. Soluzioni come 'Air master', sistema di climatizzazione intelligente, contribuiscono a creare un ambiente equilibrato e piacevole, migliorando il benessere quotidiano in modo naturale, mentre il Tv FollowMe offre un’opzione di visione discreta e di design. Infine, la 'Laundry room' chiude il racconto con uno spazio dedicato alla cura del proprio stile, dove la Washer dryer heat pump WD5I1245BWRH della serie 5i -una soluzione che unisce lavatrice e asciugatrice in un unico sistema innovativo a pompa di calore- si inserisce nella vita di tutti i giorni per prendersi cura, in maniera ancora più delicata, del nostro stile e del nostro benessere fin dai capi che indossiamo.

    Il viaggio si conclude con 'The immersive room', uno spazio immersivo che non rappresenta una fine, ma una visione d’insieme. Dopo aver attraversato il distretto e trovato le parole nascoste, il visitatore matura una nuova consapevolezza: il colore non è un elemento decorativo, ma una chiave per interpretare e vivere gli spazi.

    In linea con il tema del Fuorisalone 2026, 'Essere progetto', The colorful district invita ogni persona a completare il racconto in modo attivo. Attraverso un sistema di grafiche a doppio livello e l’uso delle lenti colorate, l’esperienza prende forma, rendendo ogni visita unica e personale. Accanto a questi ambienti, la location si anima grazie a una serie di aree esperienziali pensate per il coinvolgimento diretto del pubblico. L’area showcooking diventa uno dei momenti più dinamici del palinsesto: Gino Sorbillo interpreta la cucina come gesto condiviso, valorizzando il forno Pizza chef HO66F, nato dall’incontro tra la sua esperienza e la tecnologia Hisense per portare anche a casa un’esperienza autentica e contemporanea con la nuova versione matt.

    Accanto a lui, Rosy Chin -alla sua prima partecipazione ufficiale come ambassador Hisense per Kitchen appliances & Small domestic appliances- racconta una cucina contemporanea e accessibile attraverso prodotti come il frigorifero Kitchen fit RQ768N4GBE, pensato per integrarsi perfettamente in cucina e valorizzare i propri arredi ma anche colori, freschezza e varietà degli ingredienti grazie all'esclusivo cassetto sottovuoto vaccum fresh, e il forno a vapore Hi8 BFS615S8, che accompagna la preparazione esaltando consistenze, profumi e tonalità naturali del cibo, insieme al piano a induzione con cappa integrata (HEH8443BSRWF), che unisce funzionalità e design in un unico gesto, contribuendo a rendere lo spazio cucina ancora più fluido e armonico.

    A questo si affianca uno spazio dedicato ai workshop, dove il pubblico è invitato a esplorare il colore come linguaggio personale attraverso attività come Crea il tuo angolo verde, Decora il tuo cupcake e colori dei chakra & movimento creativo, trasformando l’esperienza in un momento attivo e partecipativo. Il percorso si arricchisce ulteriormente con un photo booth, pensato come punto di ingaggio immediato, dove i visitatori possono catturare un ricordo del distretto. Con il passare delle ore, il distretto cambia ritmo e atmosfera: ogni sera i Dj set accompagnano l’esperienza trasformando lo spazio in un ambiente conviviale, in cui design, tecnologia e intrattenimento si incontrano.

    Durante tutta la settimana, The colorful district si trasforma grazie a un programma dinamico di attività che alterna momenti di scoperta, intrattenimento e partecipazione. Il 23 aprile, la location ospiterà inoltre un momento speciale dedicato al mondo dello sport e dell’intrattenimento, ispirato alla Fifa world cup 2026, di cui Hisense è sponsor globale. Un'occasione per portare nel distretto l'energia e i valori universali del calcio -passione, condivisione e connessione tra culture- in continuità con il percorso del brand.

    "Con The colorful district abbiamo voluto trasformare la tecnologia in un’esperienza da vivere, non solo da osservare -commenta Tatiana Pampalone, head of marketing Hisense Italia-. Il colore è il filo conduttore di questo progetto: un elemento capace di rendere visibile ciò che spesso diamo per scontato nella quotidianità. L’obiettivo è mostrare come l’innovazione Hisense, così come il colore, possa integrarsi in modo naturale negli spazi domestici, migliorandoli e influenzando positivamente il modo in cui li viviamo ogni giorno". Con questo progetto, Hisense consolida il proprio posizionamento come brand capace di connettere tecnologia, emozione e cultura contemporanea, dando forma a un ecosistema in cui innovazione e quotidianità convivono in maniera fluida e coerente e mantenendo sempre al centro il benessere e l’esperienza dell’utente.

    Parallelamente alla presenza al Fuorisalone, il Gruppo Hisense conferma il proprio ruolo anche a Eurocucina, dove i brand Gorenje e Asko presentano le loro ultime innovazioni dedicate al mondo della cucina e del design. Un presidio che testimonia la capacità del gruppo di costruire un sistema completo e sinergico, in cui tecnologie, competenze e identità differenti contribuiscono a ridefinire il modo di vivere e concepire la casa moderna.

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