Bose chiuderà tutti i 119 negozi presenti in Europa, Nord America, Australia e Giappone. Con una nota il produttore americano, noto per le sue cuffie e i suoi sistemi di riproduzione audio, ha spiegato che i propri prodotti sono sempre più acquistati online e per questo ha deciso di dire basta alle vetrine, visto il “drammatico passaggio” dai negozi fisici all’e-commerce. La chiusura dei punti vendita “comporterà il licenziamento di centinaia di dipendenti“, ma il numero esatto “non verrà diffuso”. In merito ai posti di lavoro, l’azienda precisa che i lavoratori coinvolti riceveranno assistenza per il ricollocamento, oltre alla liquidazione.

Bose ha aperto il suo primo negozio negli Stati Uniti nel 1993. “In origine i nostri negozi offrivano alle persone l’opportunità di sperimentare, testare e confrontarsi con noi sui sistemi di home entertainment“, ha commentato il vicepresidente delle vendite globali Colette Burke. “Ai tempi – ha aggiunto – era un’idea radicale, ma ci siamo concentrati su quello di cui i nostri clienti avevano bisogno e su dove ne avevano bisogno”. Adesso “stiamo facendo la stessa cosa”, ha rimarcato Burke. Per Bose è una scelta “ancora difficile, perché la decisione incide su alcuni dei nostri incredibili team, che ci rendono orgogliosi ogni giorno”. Team che “si prendono cura di tutte le persone che varcano le nostre porte”, che “danno consigli” ai clienti e che li consigliano in modo esperti. Ma che evidentemente non possono stare al passo dell’online. Secondo un portavoce della società il piano di chiusure e licenziamenti sarà avviato “nei prossimi mesi”. Nelle altre parti del mondo Bose manterrà i propri esercizi, come i 130 situati in Cina e negli Emirati Arabi Uniti, oltre che altri negozi in India, Sudest asiatico e Corea del Sud.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Pensioni, Istat: “Nel 2018 la spesa è aumentata. Ampia disuguaglianza: chi ha i redditi più alti si prende il 42,4% delle risorse”

next
Articolo Successivo

Televisione, come verificare se va cambiata: ecco i canali test per il nuovo digitale terrestre

next