Nuovo caso di meningite in provincia di Bergamo. Il marito di Marzia Colosio, la 48enne di Predore morta per meningite lo scorso 3 gennaio, è stato ricoverato per infezione da meningococco C all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’uomo, di 54 anni, non sarebbe in pericolo di vita. Stando a quanto precisato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, il marito era stato sottoposto, subito dopo il decesso della moglie, alla profilassi antibiotica precauzionale che però “non ha sortito completamente l’effetto auspicato a causa delle sue pregresse fragili condizioni di salute”.

Si tratta del sesto caso in un mese e mezzo nel Sebino: lo scorso 4 gennaio un ragazzo di 16 anni, di Castelli Calepio, era stato ricoverato con febbre alta e problemi respiratori, per poi migliorare nei giorni successivi. La diagnosi era arrivata subito: infezione da meningococco. Inutili invece le tempestive cure per la studentessa di 19 anni morta lo scorso 2 dicembre poche ore dopo l’arrivo in ospedale. Per lo stesso motivo erano stati ricoverati anche un’altra ragazza di 16 anni e un uomo di 36 anni, tutti e due residente a Villongo, lo stesso paese della 19enne. Entrambi erano stati poi dimessi dall’ospedale.

Da allora in zona è scattata la corsa agli ambulatori per vaccinarsi: sono stati 20.243 i vaccini anti-meningococco C erogati tra le province di Bergamo e Brescia, dal 24 dicembre fino al 12 gennaio. “In queste ore l’Istituto Superiore di Sanità – ha precisato Gallera – ha confermato che i primi 4 casi di sepsi da meningococco C registrate nelle scorse settimane nel Basso Sebino presentano lo stesso genotipo del batterio. Questo elemento conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona. Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari, nelle scuole superiori, nelle aziende e attraverso i medici di base del territorio”.

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