Con una nota stampa secca e concisa Seat ha annunciato l’addio di Luca De Meo alla presidenza del brand iberico, di proprietà Volkswagen. De Meo comunque – precisa il comunicato diramato di comune accordo con Wolfsburg – resterà a far parte del gruppo fintanto che non ci saranno nuove disposizioni in merito. Sarà il vicepresidente con delega alle Finanze, Carsten Isensee, a tenere le redini dell’interregno, almeno fin quando non arriverà il nome del successore al “trono”.

Intanto, nelle ultime ore continuano ad accavallarsi indiscrezioni e rumoreggiamenti vari su ciò che ne sarà del futuro del manager di origini pugliesi e se questo si intreccerà o meno con quello di Renault. Che De Meo fosse desiderato al gruppo della Losanga non è di certo un mistero, dal momento che già da settimane rimbalzavano voci su un suo passaggio prossimo da Martorell a Boulogne-Billancourt. E sembrerebbe che a suffragare tale possibilità sia una proposta di ingaggio ottenuta all’epoca, con tanto di dettagli annessi su ciò che, nel caso, dovrà essere il suo lavoro anche con Nissan, l’altro colosso che siede nel Cda dell’Alleanza franco-giapponese.

Renault, orfana per suo volere di Thierry Bolloré da metà ottobre, è attualmente guidata ad interim da Clotilde Delbos, che pur rientrando tra i nomi papabili per il trono, non sembra comunque essere tra i candidati super-favoriti.

Resta il fatto che ad ostacolare l’approdo dell’ex numero uno di Seat in Francia potrebbe essere piuttosto una clausola del contratto, firmato al tempo, che gli imporrebbe una non competitività col gruppo Volkswagen, e quindi un impedimento a passare (in tempi brevi) in Renault.

Lì dove, per il manager classe 1967, tutto è iniziato venticinque anni fa: un cursus honorum poi, che tra un incarico in Toyota Europe e il primo di tanti in Volkswagen, lo portò anche nel gruppo Fiat e da Sergio Marchionne; fino all’ascesa nei vertici dell’industria automotive, con la presidenza di Seat conquistata nel 2015.

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