Nel 2019 il numero di ingressi irregolari nell’Unione Europea ha toccato il livello più basso dal 2013. Lo comunica Frontex, l’Agenzia europea che si occupa della guardia di frontiera e costiera, in un rapporto flash diffuso l’8 gennaio. Secondo le prime cifre raccolte, gli ingressi sono stati “poco più di 139mila“, il 6% meno del 2018 e “il 92% in meno del record raggiunto nel 2015”. In generale, un quarto del totale dei migranti arrivati lo scorso anno è di nazionalità afghana aumentati del 167% dall’anno precedente. Aumenta anche la presenza di donne, che quest’anno hanno rappresentato il 23% del totale dei migranti: in un anno sono aumentate del 4%.

Nello specifico, gli ingressi irregolari in Europea lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono stati 14mila, il 41% in meno rispetto al 2018. Su questa rotta, si legge nel rapporto, viaggiano principalmente persone provenienti dalla Tunisia e dal Sudan. Calano anche gli ingressi lungo la rotta del Mediterraneo occidentale: 24mila, circa il 58% in meno rispetto all’anno precedente, principalmente marocchini e algerini. Nonostante il generale calo, la rotta dell’Est ha visto al contrario una crescente pressione migratoria, specialmente in primavera. Nella seconda metà del 2019, “gli arrivi irregolari nella regione sono stati al livello più alto dall’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia nel marzo 2016, anche se ben al di sotto dei dati registrati nel 2015 e nei primi mesi del 2016”. Sulla rotta balcanica, nel 2019, sono passati 82mila migranti irregolari, circa il il 46% in più rispetto all’anno precedente.

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