Anche nel giorno di Capodanno Hong Kong scende in piazza per manifestare in favore della democrazia e, secondo gli organizzatori, sono oltre un milione le persone che nel primo giorno del 2020 hanno deciso di non interrompere la serie di proteste che ormai da metà marzo caratterizzano i fine settimana del Porto Profumato.

I dimostranti si sono raccolti nel Victoria Park per poi marciare attraverso l’isola principale dell’ex protettorato britannico fino a Central, il cuore commerciale dell’hub finanziario internazionale. Molti esibivano striscioni con le principali richieste, tra cui elezioni totalmente libere in città, un’inchiesta indipendente sulla gestione della polizia e l’amnistia per le quasi 6.500 persone arrestate durante le proteste. Gruppi di poliziotti in tenuta antisommossa erano presenti vicino ad alcune parti del percorso previsto e un cronista dell’Afp li ha visti fermare e perquisire una decina di persone.

Nonostante l’avvio pacifico, non sono mancati anche in quest’occasione episodi di violenza. La polizia ha usato spray urticante e gas lacrimogeni, mentre alcuni manifestanti hanno lanciato delle molotov. Persone mascherate di nero si sono radunate per allestire barricate improvvisate, mentre alcune strutture sono state vandalizzate. E la polizia fa sapere che “circa 400” manifestanti sono stati arrestati dopo essere stati fermati per “raduno illegale e detenzione di armi”, come spiegato in conferenza stampa un responsabile delle forze dell’ordine, Jim Ng.

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