Finalmente ci mettiamo al volante della Golf numero 8, e la sensazione è di conoscerla da una vita. Perché è rassicurante sapere di poter contare su punti fermi, anche a quattro ruote. E quest’auto, la più venduta in Europa con i suoi 35 milioni di esemplari (2,5 in Italia, di cui 700 mila ancora su strada) dal 1974 ad oggi, rappresenta proprio questo: una certezza. Al punto che, fanno sapere dal quartier generale Vw, “nel mondo ogni 40 secondi un’automobilista decide di comprarne una”. La matematica è scienza esatta, e chi scrive la mastica relativamente. Dunque si fida, anche se con riserva.

La nuova edizione della best seller tedesca nasce sulla piattaforma modulare MQB, sfruttando l’80% di macchinari e attrezzature utilizzate per la penultima serie. Un risparmio non indifferente. Anche le dimensioni restano più o meno quelle della generazione che l’ha preceduta: lunga quasi 4,3 metri, larga circa 1,8 e alta 1,46, con un passo di 2,6 metri. Il che la rende comoda per passeggeri e bagagli senza stravolgerla più di tanto nelle linee, che guadagnano in dinamismo e in alcuni dettagli che possono fare la differenza in un segmento affollato e competitivo come quello delle medie compatte in Europa, come i fari a Led sia anteriori (che diventano Matrix, con l’opzione IQ.LIGHT) che posteriori.

Dentro, invece, si apre un mondo. Quello della tecnologia, che nell’occasione fa rima con connettività e digitalizzazione. Plancia completamente ridisegnata, in cui spiccano il cruscotto “virtuale” da 10″ e lo schermo tattile da 8,25 pollici per l’infotainment. Che naturalmente comprende la connessione web continua, l’interfaccia con gli smartphone e i comandi vocali, anche tramite l’app Alexa. Il tutto riducendo al minimo manopole e pulsanti, anche grazie ad un volante multifunzione. E, il che non guasta, immersi in un’illuminazione interna dai colori e intensità cangianti in base ai desideri passeggeri: basta un tocco sulo schermo, ed è fatta.

Anche la sicurezza è un must. I sistemi di assistenza alla guida, come il Travel Assist giusto per citarne uno, sono attivi fino alla velocità di 210 orari: si viaggia comodamente in autostrada lasciando che la Golf riconosca segnali stradali e limiti di velocità, mentre a mantenere la corsia e la distanza dal veicolo che precede ci pensa il cruise control adattivo. La nuova Golf è anche la prima Vw ad usufruire del Car2X, ovvero il sistema che permette di dialogare con altri veicoli e soprattutto con le infrastrutture nel raggio di 800 metri.

Il parco motori, nondimeno, è decisamente ricco. Quello per il mercato italiano prevede al lancio (in marzo, anche se i preordini scattano da subito) i 1.0 e 1.5 TSI benzina da 110 e 130 Cv, abbinati al cambio manuale a 6 marce, o il 1.5 eTSI da 150 con tcnologia Mild-Hybrid da 150 cavalli, in abbinamento al cambio automatico dsg a 7 rapporti. Sul fronte diesel, c’è il 2.0 TDI nelle due varianti di potenza da 115 e 150 Cv, la prima con cambio manuale e la seconda col dsg. Più avanti, arriveranno altre versioni benzina e diesel, nonché ibride e a metano.

Noi abbiamo guidato il 1.5 TSI da 130 cavalli, che fa onestamente il suo lavoro anche se va tenuto sempre su di giri per avere una risposta pronta. Preciso il cambio manuale, così come diretto il volante. Telaio e sospensioni sono settati a regola d’arte e “reggerebbero” potenze ben più elevate, consentendo di districarsi in tutta scioltezza sia in autostrada che nel misto.

I prezzi, infine. Il listino, forse un pò alto, parte dai 25.750 euro della 1.0 TFSI da 110 Cv in allestimento Life (quello intermedio fra Golf, che è l’entry level, e Style, il top), ma in fase di lancio la filiale italiana Vw comunicherà presto una scontistica dedicata. Sempre per supportare il lancio, è anche prevista una versione First Edition, con dotazioni particolarmente ricche.

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