“A decorrere dal 15 ottobre 2019, e fino a diversa indicazione, è possibile accedere alla sala studio solo su appuntamento, inviando la richiesta al seguente indirizzo e-mail: archivi.storici.biblioteche@comune.napoli.it”. Sul portale del Comune di Napoli, le indicazioni sul nuovo orario dell’Archivio storico municipale raccontano di un’apertura col contagocce. Nella sostanza, una chiusura per la struttura seicentesca di salita Pontenuovo, nell’ex Ritiro di Santa Maria della Purificazione e dei Santi Gioacchino ed Anna. “Gli ultimi dipendenti dell’Archivio sono stati dislocati presso altri uffici, dal Maschio Angioino a Palazzo Cavalcanti e ancora a via Toledo, sede dell’ufficio cinema”, ha riportato Ilmattino.it. Torneranno per consultare qualche vecchio atto oppure per recuperare documenti. Ma, in ogni caso, solo per necessità, nonostante quell’archivio sia un centro per la conoscenza municipale, a partire dal Quattrocento.

Facendosi guidare nella ricerca dalle introduzioni ai diversi fondi conservati nell’archivio si possono reperire numerose informazioni. Dagli ordini rivolti alla città dai vari re, vicerè o dal consiglio collaterale in tema di giustizia e amministrazione, ai Processi. Dagli atti che hanno interessato il patrimonio immobiliare del Comune, alle carte inerenti le opere pubbliche. Dalle entrate e spese della città, al Tribunale delle fortificazioni, acqua e mattonata, che nel XVII secolo si occupava della manutenzione delle mura, sovrintendeva al funzionamento delle fontane, dei pozzi, dei formali e alla pavimentazione delle strade. Un patrimonio documentario straordinariamente esteso temporalmente, nonostante la mutilazione infertagli dall’incendio di natura dolosa del 4 marzo 1946. Originariamente la sezione antica comprendeva circa 3mila unità archivistiche, delle quali solo un 10% è scampato all’incendio, mentre almeno la metà, essendo parzialmente bruciate, non possono essere consultate.

Ora la chiusura. Nel passato recente, una precarietà generalizzata. Alla fine del luglio 2016 il primo stop: vietato ogni ingresso e consultazione. La causa era legata agli importanti problemi strutturali, noti da anni: “Dobbiamo al più presto capire la causa dei problemi strutturali e vedere se sono risolvibili in tempi brevi o se si deve intervenire anche sulle fondamenta. Dovrà esserci una gara d’appalto e attendere i tempi burocratici. Nel frattempo, stiamo già organizzando lo spostamento dei faldoni”. Gaetano Daniele, assessore comunale alla Cultura, Turismo, Biblioteche e Archivi, usava parole rassicuranti. Aggiungendo che “non è una certamente una chiusura definitiva, non ci allarmiamo più del dovuto. La nostra priorità è proprio rendere al più presto accessibile il patrimonio cartaceo”.

Dopo la chiusura di alcuni locali, a settembre, i documenti erano nuovamente consultabili nella sede di salita Pontenuovo. Anche se provvisoriamente. L’assessore Daniele dichiarava che, beneficiando del rifinanziamento del progetto Centro storico Unesco, “entro due anni buona parte del fondo documentale dell’Archivio Storico municipale” sarebbe stato trasferito presso il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore. Eventualità che non si è realizzata. Così come non si è proceduto ad alcuna ristrutturazione. Neppure all’ammodernamento dell’impianto antincendio. “La consultazione può avvenire, ancora, prendendo un appuntamento. Una parte dei documenti verrà spostata in alcuni locali, non lontani dalla sede attuale. Ma intanto stiano predisponendo un intervento che farà dell’archivio storico municipale un esempio, a livello nazionale. Certo, bisogna fare i conti con i tempi che impone la burocrazia”, spiega a Ilfattoquotidiano.it l’assessore Daniele.

Già, perché ad agosto 2017 la Giunta, tra gli interventi finanziati con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-20, ha approvato il progetto di “recupero dell’ex convento al civico 31 di salita Pontenuovo, nel quartiere San Lorenzo in Napoli per restituirlo alla sua funzione di Archivio con annessi Uffici Comunali e Sale consultazione”. Sono stati resi disponibili 1,8 milioni di euro. I lavori, che sarebbero dovuti iniziare a settembre 2018 per terminare, presumibilmente, a dicembre 2021, dovrebbero prendere avvio solo all’inizio del 2020, dopo l’espletamento della gara d’appalto.

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