Sandro Gozi, ex sottosegretario italiano e attuale responsabile per gli Affari europei nel gabinetto del primo ministro francese, Edouard Philippe, ha deciso di dimettersi dopo che nei giorni scorsi, in seguito a un’inchiesta di Le Monde e Times of Malta, era emerso che non stava solo lavorando per l’esecutivo francese, ma forniva consulenze anche per La Valletta. “Da lunedì scorso, sono nuovamente oggetto di rivelazioni di stampa che hanno come unico intento quello di minare il mio impegno e le mie nuove attività professionali – ha spiegato l’ex sottosegretario Pd – Per questa ragione ho preso la decisione di dimettermi a partire da oggi dalla mia funzione di incaricato di missione presso il Primo Ministro della Francia per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica, vista anche l’attuale situazione europea”.

Dopo che i quotidiani avevano rivelato le diverse attività di Gozi, Parigi aveva chiesto chiarimenti. Lui, intanto, ai media aveva fornito tre versioni diverse: in un primo momento ha detto che il suo contratto “non rappresentava un caso di conflitto di interessi”, poi ha detto di averlo interrotto prima dell’arrivo a Parigi. Durante il colloquio di lunedì con il capo di gabinetto di Philippe, riferiscono sempre le fonti francesi, “Gozi ha confermato, come aveva già fatto per iscritto al momento della sua assunzione, a luglio 2019, che il suo incarico nel gabinetto di Matignon era esclusivo”. Il capo di gabinetto “ne ha preso atto e lo ha invitato a fornire al più presto i documenti che attestano la fine della sua collaborazione con il governo maltese al momento della sua assunzione per chiudere ogni polemica”. Gozi, aggiungono le fonti a Parigi, è stato anche invitato a “giustificare rapidamente il compimento dei suoi obblighi dichiarativi nei confronti dell’Alta autorità per la trasparenza della vita pubblica, obblighi rispetto ai quali il premier è particolarmente vigile”.

L’ex membro dei governi Renzi e Gentiloni sostiene di avere fornito in tempo tutte le informazioni richieste dell’Autorità per la trasparenza francese: “Ricordo – continua – di essere stato incaricato in questo nuovo ruolo a partire dall’1 agosto 2019, come impiegato a tempo pieno, e di avere rispettato tutte le dichiarazioni dell’Hatvp, che non ha ancora reso un risultato conclusivo dell’esame in corso. In merito al contratto citato nelle suddette rivelazioni di stampa, sottolineo di aver svolto legalmente una missione consultiva come consulente tecnico esterno delle autorità maltesi, che ha avuto luogo a posteriori rispetto alla mia funzione ministeriale in Italia ed è stata interrotta su mia richiesta a seguito della convalida del risultato delle elezioni europee in Francia, il 28 maggio, come confermato oggi stesso dall’amministrazione maltese”.

Gozi, poi, sostiene che l’attività consultiva per Malta non presentava caratteri di incompatibilità. E poi chiude: “Deploro fortemente di essere l’obiettivo ricorrente di numerosi attacchi da quando ho deciso di compiere un altro passo nella realizzazione dell’ambizione transnazionale – battaglia che porto avanti da molti anni – candidandomi prima per la maggioranza presidenziale francese ed esercitando poi un ruolo professionale nella squadra del primo ministro. Poiché non intendo vedere minata l’integrità della mia carriera e il mio impegno costantemente sfidato da vili attacchi senza essere in grado di difendermi completamente, ho scelto di dimettermi per riguadagnare la piena libertà di parola e rispondere alle strumentali accuse che mi vengono rivolte”.

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