I ricercatori della Northwestern University hanno sviluppato una stampante 3D futuristica, che è così grande e così veloce da stampare un oggetto delle dimensioni di un essere umano adulto in un paio d’ore. La tecnologia che consente una tale produttività si chiama HARP (acronimo di High-Area Rapid Printing, stampa rapida su area estesa). La novità rispetto ai prodotti già esistenti è che non impone alcuna mediazione fra la stampa di oggetti di grande formato e la velocità di stampa.

Il prototipo è alto 4 metri e ha un vano di stampa di 76 centimetri quadrati. La velocità di stampa è di circa mezzo metro all’ora, che costituisce un record per la stampa 3D. Può stampare singole parti grandi, oppure molte piccole parti contemporaneamente.

Chad A. Mirkin della Northwestern, a capo del gruppo di sviluppo, spiega che “la stampa 3D è concettualmente potente, ma limitata nella pratica. Se potessimo stampare velocemente e senza limitazioni su materiali e dimensioni, potremmo rivoluzionare la produzione. HARP è pronta a farlo”. Secondo Mirkin, HARP potrebbe essere disponibile in commercio nei prossimi 18 mesi.

Chad A. Mirkin

La nuova versione di stereolitografia (un tipo di stampa 3D che converte la plastica liquida in oggetti solidi) impiegata da HARP è in attesa di brevetto. Sintetizzando al massimo, la stampa avviene in verticale, mediante una luce ultravioletta che polimerizza le resine liquide e le converte in plastica solida. Usando questo processo si possono ottenere pezzi duri, elastici o persino ceramici. Dato che la stampa avviene di continuo e in blocco unico, i pezzi ottenuti sono meccanicamente robusti, rispetto alle strutture stratificate che si ottengono con altre tecnologie di stampa 3D.

La velocità di stampa è dovuta alla gestione del calore. Le stampanti 3D a base di resina generano molto calore quando funzionano a velocità elevate, talvolta superando i 180 gradi e mettendo a rischio l’integrità delle parti stampate. Più queste stampanti sono grandi e veloci, maggiore è il calore che generano. Ecco perché molti preferiscono produrre stampanti 3D di piccole dimensioni. La tecnologia della Northwestern aggira questo problema usando un liquido antiaderente che si comporta come il teflon liquido, rimuovendo il calore e convogliandolo attraverso un’unità di raffreddamento.

Inoltre “il rivestimento è anche antiaderente, quindi la resina non aderisce alla stampante, aumentando di cento volte la velocità della stampante”.

Si possono così ottenere parti di automobili e di aeroplani, prodotti per l’odontoiatria, per la moda e molto altro.

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