Sesta vittoria consecutiva e qualificazione alla fase finale degli Europei 2020 ipotecata. Non poteva andare meglio la trasferta degli azzurri di Roberto Mancini a Tampere, in Finlandia, dove le reti di Immobile e di Jorginho su rigore hanno permesso all’Italia di battere i padroni di casa (a segno con lo spauracchio Pukki su penalty) e di blindare il primo posto nel Girone J. Buone notizie anche dalla prestazione della squadra, che dopo una fase iniziale di studio ha dominato la Finlandia nel primo tempo, sfiorando il gol in più occasioni e sciorinando trame di gioco assai apprezzabili. Nella ripresa dopo 13 minuti è arrivato il vantaggio meritato con Immobile, che ha sfruttato di testa alla perfezione il cross dalla destra di Federico Chiesa. Fallito il raddoppio, però, la squadra di Mancini ha controllato troppo e un errore d’impostazione di Sensi (uno dei migliori in campo) ha permesso all’attaccante Pukki (vicecapocannoniere della Premier League con la maglia del Norwich) di entrare in area e guadagnare il calcio di rigore che lui stesso ha trasformato. Dopo il pareggio, buona reazione dell’Italia, alla ricerca del nuovo vantaggio. Che è arrivato puntuale alle 78′ grazie al rigore trasformato da Jorginho dopo un fallo di mano dubbio in area finlandese. Fino al triplice fischio, altre occasioni per il tris degli azzurri, con la Finlandia che ha cercato disperatamente ma invano il 2-2.

Convincente anche la gestione di Roberto Mancini, che ha optato per ben cinque cambi rispetto alla formazione che ha battuto l’Armenia giovedì scorso: in difesa Izzo a destra al posto di Florenzi (poi entrato dopo pochi minuti a causa dell’infortunio occorso a Emerson) e Acerbi al posto di Romagnoli; a centrocampo Sensi al posto dello squalificato Verratti; in attacco Immobile al posto di Belotti e Lorenzo Pellegrini di Bernardeschi. Scelte che dimostrano l’abbondanza di elementi di qualità a disposizione del commissario tecnico e la bravura del tecnico nel gestire al meglio le risorse della rosa. E i risultati arrivano, in scioltezza e col bel gioco. E non è poco rispetto al recente passato.

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