A Roberto Maroni è piaciuta la scelta di Matteo Salvini di far cadere il governo con il Movimento 5 stelle? “No. Io avrei fatto un’altra mossa cioè quella di rafforzarmi all’interno del Governo magari chiedendo al governo Conte il ministero delle Infrastrutture dopo la vittoria sulla Tav e magari anche il Mef. Penso ci fosse l’opportunità di continuare nell’esperienza di governo“, dice il predecessore dell’attuale segretario della Lega. “Matteo Salvini ha fatto una scelta diversa, magari ha ragione lui, vedremo. Intanto è purtroppo nato il governo giallorosso”, aggiunge l’ex ministro dell’Interno a margine del workshop Ambrosetti a Cernobbio.

Adesso cosa succede? C’è il rischio che Salvini possa subire una sfiducia interna al Carroccio dopo aver fatto cadere il governo senza ottenere elezioni anticipate? Maroni lo esclude. “Matteo Salvini è il segretario che ha portato la lega oltre il 30%. Non c’è nessuno dentro la Lega che voglia o possa insidiare la sua leadership”, dice l’ex governatore della Lombardia. Che poi rilancia l’idea di un centrodestra unito in vista di una nuova legge elettorale. “Immagino che se questo Governo dura farà la riforma che riduce i parlamentari e una legge elettorale proporzionale pura. Questo significa che anche col 40% non hai la maggioranza. Questa è una spinta ulteriore a ricostruire il centrodestra, diverso da quello che c’è stato finora perché non esiste più, ma quest’area ha bisogno di una rappresentanza unitaria”.

Sul nuovo governo lo storico braccio destro di Umberto Bossi usa l’ironia. “Bisogna dire che durante l’esperienza del governo gialloverde si è parlato di autonomia ma non si è riusciti a concluderla. Forse ora con un ministro pugliese e non veneto paradossalmente magari, mi auguro, si possa riuscire perché è un tema troppo importante”, dice Maroni riferendosi al nuovo ministro Francesco Boccia. Poi l’ex segretario della Lega – quando ancora si chiamava Lega Nord – attacca direttamente il nuovo titolare degli Affari regionali. “Il ministro Boccia ha detto una cosa che mi ha fatto saltare sulla sedia, cioè che il Nord deve sentirsi un pò sud. Non capisco bene cosa voglia dire però che si riprenda a discutere di Nord e Sud non in contrapposizione ma come questione settentrionale e questione meridionale… Il nord era sparito dal dibattito politico ma adesso ci è tornato. Faccio conto che i governatori delle regioni del Nord compreso Bonaccini, faranno sentire la loro voce”.

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