Tutto facile anche contro l’Angola. L’Italbasket guadagna il pass per la seconda fase a gironi battendo la nazionale africana per 92-61. Gli azzurri raggiungono così il primo obiettivo dei Mondiali in Cina (compreso il torneo preolimpico in cassaforte) e mercoledì sfideranno la Serbia per la vetta del gruppo. Sfida ai limiti dell’impossibile, alla quale però il ct Meo Sacchetti e i suoi ragazzi arriveranno con la serenità della qualificazione in tasca. E la consapevolezza di aver fatto bene, al di là delle vittorie, sia contro le Filippine che contro l’Angola.

Anche nella seconda sfida del girone, infatti, l’Italbasket vince in scioltezza, senza lasciare spazi di manovra agli avversari. Un modo per guadagnare fiducia nei propri mezzi e riuscire a ruotare tutti i convocati, facendo riposare i pezzi più pregiati della Nazionale arrivati in alcuni casi in condizioni non perfette (vedi Datome) all’appuntamento cinese. Il miglior marcatore è Marco Belinelli (17 punti) ma come già avvenuto con le Filippine tutti gli azzurri hanno avuto spazio e in dieci si sono iscritti a referto.

Il finale è già scritto a metà partita. Dopo 6′ Danilo Gallinari e Daniel Hackett hanno già confezionato il primo strappo (18-10) e al 9′ il tabellone segna +14. Nei secondi dieci minuti gli azzurri tirano il fiato per alcuni minuti, poi con due triple consecutive allargano ancora il gap volando sul +19 che diventa 44-21 all’intervallo lungo. Nel terzo quarto è Datome ha far toccare all’Italbasket per la prima volta il +31 (59-28).

Il divario resterà sostanzialmente lo stesso fino al 92-61 della sirena finale, poco prima della quale si vivono alcuni momenti di tensione e Alessandro Gentile è costretto a rientrare nello spogliatoio sanguinante. L’Angola non ha mai dato la sensazione di poter impensierire la Nazionale azzurra, aggrappata solo a Yanick Moreira, che ha disputato la parte finale della scorsa stagione alla Virtus Bologna, e a Leonel Paulo. Troppa differenza tattica e tecnica, con l’Italia che ha chiuso – di nuovo – con oltre il 50% dal campo e ottime percentuali da 3 (12/29, 41%) e la nazionale africana ferma al 38% totale con un misero 2/18 dalla distanza.

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