La discontinuità al servizio di Conte è realtà: il nuova squadra nerazzurra è praticamente pronta, anche se mancano alcuni nodi da sciogliere. Come quello del “capitano“, o meglio dell’ex capitano, costretto ai margini ma deciso a restare, nonostante tutti gli abbiano ribadito che per lui non c’è più posto. L’arrivo di Alexis Sanchez, insieme allo scambio Biraghi-Dalbert con la Fiorentina, ha messo il punto al mercato della nuova Inter di Antonio Conte. L’attaccante cileno proveniente dal Manchester United ha firmato nella serata di ieri dopo le visite mediche: prestito secco, senza diritto di riscatto, ma con (gran) parte dell’ingaggio pagato dai Red devils. Un’operazione da 5 milioni per una stagione, poi a giugno chi vivrà vedrà.

Una campagna acquisti decollata tutta insieme a metà agosto, rinvigorita dall’acquisto di Romelu Lukaku, probabilmente il colpo più importante di tutta la serie A, per prestigio forse secondo solo all’approdo di Franck Ribery a Firenze. Un “mercato di sostituzione”, come l’ha definito l’ex tecnico di Juventus, Nazionale e Chelsea, che ha ottenuto di sostituire diverse pedine a disposizione del suo predecessore, Luciano Spalletti, calciatori che in maglia nerazzurra o avevano concluso il loro ciclo o comunque non hanno mai espresso appieno le loro qualità. Sarà il campo a dire se le sostituzioni sono state indovinate e se la “discontinuità” voluta dal presidente Steven Zhang e dall’ad Giuseppe Marotta darà i suoi frutti.

La “discontinuità” ruolo per ruolo – Fino ad oggi, il cambio di rotta è stato scientifico. Tenendo conto che si passa dal 4-2-3-1 di Spalletti al 3-5-2 del tecnico salentino, ecco che in difesa il brasiliano Joao Miranda ha lasciato posto all’urugagio Diego Godin, bloccato già a febbraio scorso, mentre sulla fascia lo scambio fra il fin qui insufficiente Dalbert e il terzino Cristiano Biraghi, permetterà di investire gli sforzi su un prodotto della ricca cantera nerazzurra – anche in chiave Champions – A centrocampo, il rinnovamento più radicale. Il campione d’Europa 2016, Joao Mario, ha lasciato senza rimpianti il posto a Stefano Sensi, talentuoso play proveniente dal Sassuolo con ampi margini di crescita ma autore di un ottimo precampionato.

La grande incognita per i tifosi interisti resta l’altro “scambio” – anche se si è trattato di due trattative separate – con il Cagliari fra Radja Nainggolan e Nicolò Barella. Le prestazioni dell’ultimo anno sembrano dare ragione all’Inter: il belga resta un giocatore dall’indubbio valore, ma che a Milano non è mai sbocciato, sebbene un suo gol abbia regalato in extremis la qualificazione in Champions; la giovane mezzala azzurra, invece, arriva da un campionato esaltante fra club e Nazionale, in cui ha messo in mostra soprattutto carattere e personalità. Sostanza contro prospettiva: chi avrà avuto ragione? Potrebbe infine arrivare un altro acquisto, sempre alla mediana. Si parla di Sergei Milinkovic-Savic, ma Claudio Lotito non è un cliente facile e la Lazio non vuole cedere uno dei suoi top-player senza una valida contropartita.

Eccoci alla portata principale: l’attacco. Se i mancati riscatti di Keita Balde e Cedric possono valere la scommessa Lazaro – fin qui “oggetto misterioso” – la grande rivoluzione riguarda le punte. Alexis Sanchez è il sostituto innaturale di Ivan Perisic, volato al Bayern Monaco. Innaturale, perché Conte voleva una seconda punta, ma ha ereditato un esterno offensivo. Così, dopo due amichevoli in cui il croato ha mostrato la solita schizofrenica discontinuità, il tecnico ha deciso di sostituirlo, puntando sul cileno in cerca di riscatto. Il pilastro lì davanti è però Romelu Lukaku. Il prezzo lo ha fatto l’Inter, al termine di una trattativa estenuante: 65 milioni di euro sembrano un affare, con i prezzi che girano. Il belga è potente, aiuta la squadra, la fa salire. Non segna tantissimo, ma crea spazi. E fa gruppo. Insomma, l’esatta nemesi di Mauro Icardi.

La guerra di Icardi: il Napoli spera, ma Conte lo tiene in gruppo – Eccolo qui l’ex capitano. Protagonista di una telenovela che dura da febbraio. Fino ai primi di agosto, quando Conte in amichevole è stato costretto a schierare titolari il baby Esposito e gli ex primavera Longo e Puscas, un suo reintegro sembrava indispensabile, quasi invocato. È bastato ritrovarsi il gigante belga a Malpensa per dimenticare i 111 gol realizzati in 6 anni con la maglia nerazzurra. Guardando oggi la rosa interista, per Mauro sembra non ci sia posto: Lukaku, Sanchez, Martinez, Politano e pure Esposito. Ma Icardi vuole restare. Fin qui ha rifiutato tutte le offerte. L’Inter aveva già in tasca gli accordi con Roma e Napoli, che avevano messo a disposizione rispettivamente Dzeko e Milik, più (tanti) soldi sia per il club di Zhang che per l’attaccante argentino. Perfino il Monaco gli ha fatto un’offerta allettante. Dello scambio alla pari con Dybala, alla Juventus, si è invece sempre parlato, ma non è mai stato chiarito davvero chi lo volesse fare e a quali patti.

Ora siamo alle battute finali. Le strade sono tre e la prima è la cessione, gradita alla società. In corsa resta solo il Napoli. De Laurentis lo vuole, farebbe di tutto per portarlo a Napoli e sta chiedendo ad amici e connazionali di Mauro di provare a convincerlo. Il patron azzurro ha già opzionato Fernando Llorente, che ha la valigia pronta, ma sta aspettando fino all’ultimo per capire se finalmente l’ex numero nove, dopo l’ennesima riunione con i vertici nerazzurri, accetterà di trasferirsi a Castelvolturno. Mercoledì, l’agente dello spagnolo in realtà è stato avvistato nei pressi della sede dell’Inter. Qualcuno ha ipotizzato un interessamento di Conte, che lo ha avuto alla Juventus, altri che si sia informato sulle mosse dell’argentino per regolarsi.

Secondo il Corriere dello Sport, a metà agosto Icardi avrebbe scritto una lettera alla società dove chiedeva di allenarsi con la squadra, richiesta accolta parzialmente con tanto di inserimento in rosa, al numero 7. Mauro ha così fatto la palestra e le sgambature con i compagni, ma non è mai andato nemmeno in panchina. Potrebbe essere un modo per evitare una causa di mobbing e il ricorso alla Fifa per ottenere di svincolarsi gratis. Le altre due opzioni riguardano la (probabile) permanenza del centravanti argentino: da escluso, con una battaglia legale alle porte. O, chissà, con un graduale reintegro da parte di Antonio Conte, che nel frattempo lo sta facendo partecipare alle sedute tattiche. “Chi decide gli ha consigliato di restare”, aveva detto Wanda Nara a Tiki Taka. Tutti hanno pensato a Steven Zhang. In pochi al capo della squadra nerazzurra.

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