Rientrando in Italia tre anni fa ho creduto alle promesse del M5S e mi sono iscritto online, senza però mai impegnarmi direttamente, fino a quando, ai primi di febbraio di quest’anno, ho ricevuto dall’organizzazione l’invito a candidarmi per l’elezione al Parlamento europeo. Avendo lavorato molti anni in un importante istituto di credito milanese ed essendo diventato in quel periodo un grande conoscitore dei finanziamenti agevolati alle imprese (con contributi dello Stato o della Banca europea per gli investimenti), ho creduto che l’invito fosse stato vagliato proprio in funzione di questa mia precedente specializzazione ed esperienza, molto utile, specialmente di questi tempi, all’Italia.

Invece mi sono trovato alle prese con una organizzazione che, presuntivamente, avrebbe valutato le candidature in funzione di alcuni meriti“, anche professionali, acquisiti nel tempo dai candidati. Mi sono visto attribuire il solo “merito” della partecipazione al meeting di due giorni in Milano detto delle “Europarlamentarie”. Mi è parso subito evidente che, avendomi dato solo un merito, nessuno aveva nemmeno letto il mio curriculum vitae.

Ho cercato nel sito della piattaforma Rousseau un link per segnalare l’errore, o almeno per protestare. Niente di niente. L’unico indirizzo attivo per comunicare con qualcuno era quello dei probiviri, utile però solo agli iscritti per denunciare comportamenti scorretti degli altri candidati. La grave inadempienza dell’organizzazione verso i candidati al Parlamento europeo (davvero inconsapevole?), non è nemmeno stata contemplata nel colabrodo organizzativo del Sistema a Cinque stelle. Ho scritto tre volte ai probiviri, unico link disponibile nel labirinto di un sito che ha la pretesa di far risolvere tutto da uno stupido computer. Nessuno mi ha mai risposto. Per la mia esperienza, il Blog delle Stelle è costruito con lo stesso criterio. Qualcuno degli eletti scrive, mai nessuno risponde (salvo frequentare gli squallidi “ping pong” dei Twitter, Facebook, ecc.).

Com’è mai possibile spacciare per “democrazia diretta” un simile ambiente di privilegiati circondati da un muro di gomma insormontabile? Se questa è la tanto decantata democrazia diretta del M5s, meglio tirare a sorte i candidati. La Lega di Matteo Salvini è (forse) meglio solo come organizzazione popolare sul territorio, ma più si sale in alto e più si trovano capi e capetti che si credono “padreterni”. Dal mio punto di vista, gli ideali che sostiene questo partito sono gli interessi corporativi e la capacità e fermezza del comando, non la corretta distribuzione della ricchezza, cardine della democrazia.

Salvini, che ha fiutato nel respingimento degli immigrati la prova provata del suo decisionismo irriducibile, ha fatto leva su questo miserabile trionfo (che accompagnato dall’inopportuna esibizione del rosario non si capisce da chi potrebbe essere condiviso) per allargare smisuratamente il suo successo personale estendendolo al partito. Chiunque faccia una analisi un pochino più approfondita del suo operato come ministro dell’Interno troverebbe del tutto squalificante un approccio così direttamente imperniato solo sul rifiuto di accogliere gente (con donne e bambini!) raccolta da sgangherati barconi abbandonati in mezzo al mare. Anch’io sono contrario ad aprire troppo le maglie dell’accoglienza, e l’ho scritto chiaramente anche nel mio precedente post, ma come si fa a respingere tutti senza aver prima verificato da dove arrivano e perché scappano dal loro territorio?

Cosa c’è, oltre a questo, nel “carniere” di Salvini? Solo la flat tax, ovvero il classico amo con il quale si è sicuri di pescare nella massa dei pesci gonzi. Chi ci guadagna con la Flat Tax? Il popolo della partita Iva (i soliti, recidivi, piccoli e grandi evasori fiscali, che così potranno pagare pressappoco la stessa cifra senza evadere, oppure pagare di meno continuando ad evadere). Chi ci perde? Quelli del reddito fisso, il cui piccolo risparmio che troveranno nella flat tax verrà immediatamente mangiato dall’aumento negli scaglioni Iva. Aumento che è impossibile da evitare in contemporanea con la flat tax. Allora? È davvero utile agli italiani fidarsi di questo ennesimo imbonitore (dopo i disastri del berlusconismo e del renzismo) che promette di fatto solo il pugno duro contro gli emarginati e l’ennesimo regalo fiscale a chi i soldi li fa e li nasconde per non pagare le tasse? (E magari li investe nei famigerati Btp decennali il cui spread sono proprio loro a far salire con questa politica irresponsabile). Questi due partiti sono entrambi abbastanza sgangherati per conto loro, ma gli altri attualmente sono anche peggio.

Forse il Pd di Zingaretti, stando ai propositi da lui esposti nel suo confronto con Massimo Cacciari pubblicato su l’Espresso del 7 luglio 2019, sarebbe in sintonia per un governo di moderna “sinistra democratica” con i 5 Stelle, ma col Renzi mina vagante da caricarsi come “bagaglio appresso”, dal mio punto di vista è consigliabile per ora lasciar perdere). Lascino stare perciò di inseguire i miraggi estivi sotto il sole d’agosto, e tornino a lavorare seriamente con quel contratto che, tutto sommato, fin qui aveva dato qualche risultato apprezzabile.

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