È stato arrestato a Salvatore Nurcaro, il pregiudicato bersaglio dell’agguato nel quale lo scorso 3 maggio rimase gravemente ferita a Napoli la piccola Noemi. L’arresto è avvenuto nel corso di un’operazione condotta la sera di venerdì 9 agosto contro affiliati al clan Reale-Rinaldi, attivo nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Nurcaro, 32 anni, dove rispondere insieme ad altri cinque presunti affiliati al clan di associazione per delinquere finalizzata ad acquisto, trasporto, commercializzazione e vendita di droga, oltre che di detenzione di arma da fuoco.

Armando Del Re, il responsabile dell’attentato, nel quale erano stati feriti anche un’altra donna e un uomo, era stato arrestato lo scorso 10 maggio in provincia di Siena. Il 28enne Del Re, durante l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siena, aveva negato il suo coinvolgimento nell’attentato. Nello stesso giorno era stato fermato e nei dintorni di Nola e portato in caserma anche un altro uomo, Antonio Del Re, fratello di Armando, che avrebbe avuto il ruolo di complice. Il 13 maggio era arrivata la conferma dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 28enne.

Dalle prime ricostruzioni era emerso che i due fratelli avevano precedenti di reati legati allo spaccio di droga e che l’agguato era avvenuto in pieno contesto camorristico. Il movente della sparatoria del 3 maggio in piazza Nazionale nel pomeriggio era stato individuato in particolare in un debito che Nurcaro aveva nei confronti di un membro del clan Formicola. Nel tentativo di recuperare i soldi per onorare il debito, Nurcaro avrebbe cominciato a pretendere somme dalle piazze di spaccio di appannaggio del clan Mazzarella, rivale dei Rinaldi-Reale. Lo ha spiegato il capo della polizia di Napoli, Antonio Salvago: “Ci sono ancora aspetti da chiarire nell’agguato a Salvatore Nurcaro – ha detto – ma Nurcaro va considerato un elemento del clan Rinaldi-Reale ed aveva cominciato a pretendere il pizzo dai gestori di piazze di spaccio controllate dal clan Mazzarella, per recuperare il denaro necessario a saldare un debito nei confronti di un affiliato al clan Formicola”.

La piccola, dopo che era stata colpita, era stata portata in gravissime condizioni all’ospedale Santobono di Napoli. Ad aggravare la sua situazione e a preoccupare i medici era il suo polmone sinistro, compromesso da un proiettile che aveva. Durante il periodo di ricovero la bambina era diventata un simbolo delle proteste anticamorra e il 7 maggio aveva ricevuto una visita privata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pochi giorni dopo era arrivato l’annuncio da parte dei medici che era oramai fuori pericolo. Noemi era stata poi dimessa lo scorso 11 giugno dal Santobono.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Fumo passivo, “sì a risarcimento anche prima del divieto per legge nei luoghi pubblici”

prev
Articolo Successivo

Cassazione, i nove candidati per la poltrona di procuratore generale (dopo lo scandalo Csm)

next