“La vicenda del figlio di Salvini su una moto d’acqua della polizia a Milano Marittima configura un reato che è sanzionato, attenzione non sanzionabile, ma sanzionato”. Così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in visita alla redazione di Fanpage.it, commenta il caso del figlio del ministro dell’Interno, che la scorsa settimana a Milano Marittima è stato fotografato e ripreso mentre faceva un giro su un acqua-scooter delle forze dell’ordine. “Io, se ho portato i miei figli su una moto o una jeep, era la mia moto o la mia jeep oppure l’avevo affittata, non era certo quella della Carabinieri”, ha continuato Costa, che è anche generale dei Carabinieri.

Immediata la risposta del titolare del Viminale, prima via Facebook, poi durante la festa della Lega di Arcore. “Un REATO? Agli insulti e alle sciocchezze del Pd sono abituato, se ci si mettono anche quelli che dovrebbero essere ‘alleati’ la pazienza finisce“, si legge nel post sul social.

“Su di me possono dire quello che vogliono, basta che per fare polemica politica non tirino in ballo i miei figli perché mi incazzo come una bestia“, ha poi continuato il ministro dell’Interno a Arcore. Durante il comizio Salvini ha colto l’occasione anche per replicare alle altre critiche di Costa “che è un mio alleato ma ha detto che mio figlio su una moto d’acqua è un reato penale e va perseguito”. “C’è l’emergenza rifiuti a Roma, l’emergenza incombente in Campania e in Sicilia e questo ministro – ha aggiunto – dice no ai termovalorizzatori. Per il ministro dell’Ambiente il problema è la moto d’acqua del figlio di Salvini, ma i rifiuti non possono diventare energia e calore. E cosa fai, li mangi?“. “Da noi i rifiuti sono un problema che o li brucia la camorra o li mando in Svezia e Germania pagando milioni di euro” ha concluso.

Anche sul tema rifiuti durante la sua visita a Napoli, in particolar modo riferendosi alla Terra dei Fuochi, il generale ha di nuovo rivolto un appello al leader leghista, dopo il messaggio già lanciato in un’intervista al Corriere della Sera. “Nessuno ha la bacchetta magica, per questo abbiamo fatto una cabina di regia con più ministri perché il fenomeno riguarda diversi aspetti. Cosa non funziona? Dobbiamo recuperare 30 anni in cui non è stato fatto nulla sul tema e c’è un problema con il Ministero dell’Interno – ha spiegato – se sappiamo che esiste la nuvola dei roghi tossici tra Napoli e Caserta che colpisce sempre le stesse zone, noi le forze dell’ordine non possiamo muoverle è il Ministro degli Interni deve muovere le forze dell’ordine e i prefetti con una direttiva e dirgli di andare a controllare là”. “Il mio verso Salvini non è un rimbrotto – ha concluso – ma un appello: dacci una mano, dia una mano alla Terra dei Fuochi”.

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