Diciassette anni appena e un 2019 già da incorniciare per il campione italiano: un predestinato. Riccardo Romiti, in arte Reynor, non è più una sorpresa e questo secondo anno da professionista lo sta definitivamente consacracando come uno degli dei dell’olimpo del titolo esport per eccellenza, Starcraft II: l’unica incognita era il quando il suo talento sarebbe esploso. Appena pochi mesi fa, ad aprile, era arrivata la sua vittoria più importante in carriera nel WCS Winter Europe, la tappa invernale del circuito ufficiale continentale. Un trionfo iniziato con le qualifiche online, la prima posizione raggiunta nel girone e il viaggio tutto pagato per Los Angeles per disputare la tappa della World Championship Series nella Blizzard Arena.

La sua scalata verso il successo è iniziata nel giugno 2018 al momento del compimento dei 16 anni, età minima per Blizzard per la partecipazione al circuito ufficiale. Fino a quel momento per il giovane Riccardo solo tornei di circuiti paralleli, come il World Electronic Sports Game in Cina in cui si posiziona tra i primi 8. Poi finalmente da luglio, ricevuto il via libera sull’età, parte la rincorsa forsennata alla ricerca della qualificazione alle Global Finals del WCS, il mondiale di Starcraft II, che si disputa ogni anno in occasione del Blizzcon. Una partenza con handicap perché mentre i suoi avversari hanno avuto un intero anno per accumulare punti circuito validi per qualificarsi alle finali mondiali, Riccardo ha appena quattro mesi e poche occasioni disponibili sul calendario.

Si piazza fra i primi 12 allo storico torneo GSL diventando il primo europeo della storia a qualificarsi agli ottavi di finale del prestigioso torneo coreano: supera anche diversi giocatori di Seul, reputati storicamente come i migliori al mondo sul titolo Blizzard. È il segnale che la testa di Riccardo è già proiettata verso importanti conquiste. Nelle stesse settimane partecipa alla tappa valenciana del WCS, piazzandosi in Top8. Non è sufficiente e l’ultima opportunità si avvicina drasticamente: è il WCS Montréal. Riccardo vola in Canada con un unico risultato possibile: la vittoria, altrimenti la qualificazione al mondiale non arriverà. Il suo percorso nel torneo è netto e conquista l’accesso alla finale dopo la prima fase a gironi e la successiva nel tabellone a eliminazione diretta. Di fronte Joona “Serral” Sotala, il cannibale di Starcraft II: nel 2018 ha praticamente vinto tutto senza mai accontentarsi. Anche in Canada, per lui la vittoria non ha importanza per la qualificazione, pratica già archiviata da tempo, eppure non ha alcuna intenzione di regalare alcunché. Riccardo arriva a un solo game dalla vittoria ma un singolo errore, forse determinato dalla paura di vincere, consente al finlandese di pareggiare e vincere. Per Reynor è una batosta: i sogni mondiali sono rimandati al 2019.

Il nuovo anno non inizia nel migliore dei modi per Riccardo sotto il profilo dei risultati. Il primo appuntamento è a Katowice, in Polonia, agli Intel Extreme Masters. La sua corsa si ferma quasi subito nei primi 36, un risultato decisamente inatteso. Al WESG, ancora in Cina, si piazza tra i primi 16, un turno prima del risultato dell’anno precedente. Sotto il profilo di personaggio pubblico nel frattempo arrivano tante novità. Riccardo lascia gli Exeed, squadra italiana che ha rappresentato nel 2018, per approdare alla squadra francese dei Gamers Origin rifiutando le innumerevoli proposte giunte da organizzazioni italiane. A sponsorizzarlo arriva anche Red Bull che lo inserisce tra gli atleti della propria scuderia: il giovane Reynor va a fare compagnia a Marc Marquez, Neymar e, tra i tanti, anche all’altro esportivo italiano, Daniele “Prinsipe” Paolucci, giocatore di FIFA in forza ai Mkers. La scelta di Red Bull di averlo nelle proprie fila è indice di quanto l’azienda della bevanda energetica creda fermamente nel potenziale di Reynor, presente e futuro dell’esport italiano.

Una scommessa che ripaga pienamente l’investimento di Red Bull. Perché oltre alla vittoria al WCS Winter Europe e la Top4 conquistata al WCS Spring, per Riccardo ieri è arrivata la vittoria anche al WCS Summer: in totale per lui, solo dagli eventi principali del circuito, arrivano 5.700 punti che, sommati ai 30 che minimo prenderà al prossimo WCS Fall come sicuro qualificato e ai 75 ottenuti a Katowice, arrivano a un totale di 5.805, sufficienti per ottenere la qualificazione ai Global Playoffs, i mondiali che si disputeranno a inizio novembre in occasione del Blizzcon. Primo nel Gruppo H su uThermal, MarineLord e Probe, da lì è una cavalcata trionfale che parte dagli ottavi e arriva in finale mettendo rispettivamente in riga Nerchio, contro cui rischia non poco per poi vincere 3-2, il suo ex-compagno di squadra Special (3-1) e il tedesco HeroMarine (3-1), prima di avere la meglio ancora una volta sul finlandese Serral per 4-2.

Il WCS Summer appena terminato ha una doppia importanza per Riccardo: da un lato ha un valore superiore al Winter vinto in precedenza in quanto vede la partecipazione di tutti i giocatori occidentali anziché solamente quelli europei; dall’altro lato grazie a questa vittoria conquista con cinque mesi d’anticipo la qualificazione ai mondiali. Impossibile non sottolineare, poi, come Reynor sia diventato l’unico vero argine allo strapotere di Serral: entrambe le vittorie nei WCS sono infatti arrivate superando il finlandese in finale, lo stesso giocatore che l’anno precedente aveva estromesso l’italiano dalla qualificazione alla fase finale del circuito. Anche il WCS Spring è passato dallo scontro fra i due, in cui a vincere fu però Serral con un secco 3-0 in semifinale. Sembra quasi un passaggio di consegne quello che potrebbe avvenire tra i due: nel 2019 Riccardo è stato l’unico occidentale ad avere la meglio sul campione del mondo in carica. Non può essere una semplice coincidenza.

Riccardo “Reynor” Romiti è un diciassettenne semplice. Frequenta la scuola superiore, gioca a tennis, ha due genitori presenti ed esemplari, utilizza i social, nemmeno troppo, e ha la testa sulle spalle. Soprattutto, però, è uno dei migliori talenti che l’esport italiano abbia mai avuto: da oggi non è più un semplice talento, è ufficialmente un campione di Starcraft II.

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