Ultimamente si è parlato molto di Renault e dell’affaire con FCA: al momento l’ipotesi fusione è ferma al palo, in attesa che il gruppo francese stabilizzi i rapporti con Nissan, l’alleato giapponese. Nel frattempo, però, il Gruppo transalpino sta vivendo un momento aureo nel nostro Paese: nei primi sei mesi dell’anno, a fronte di un mercato italiano di autovetture e veicoli commerciali in calo del 2,9%, le immatricolazioni del Gruppo Renault hanno toccato le 126.054 unità.
Significa un incremento del 6,8% – le auto salgono del 5,7% a 114 mila pezzi, mentre i veicoli commerciali del 19,3% a 11 mila unità – e una quota di mercato del 10,7% (divisa fra il 6,4% di Renault e il 4,3% di Dacia), la più alta di sempre per la filiale italiana della Losanga: peraltro, la Renault Zoe è attualmente l’elettrica di maggior successo nel nostro Paese, pure se i numeri rimangono quelli che sono; appena 1,3 mila registrazioni, il 27% del mercato auto a zero emissioni.

A ben vedere, le vetture del marchio Renault sono in calo: nel semestre sono state immatricolare 66 mila pezzi, pari a un -11%. I fattori sembrano essere due: l’anzianità di modelli best seller come Clio (che, tuttavia, rimane l’auto straniera di maggior successo in Italia: 28 mila immatricolazioni nel semestre) e Captur, pronte a essere sostituite nei prossimi mesi con nuove edizioni anche elettrificate. E lo scarso appeal delle vetture di taglia superiore: in quei segmenti dominano i tedeschi.

Nella classifica dei primi 50 modelli più venduti in Italia, infatti, non risultano né le varie declinazioni della Megane (pronta al restyling di metà carriera, che dovrebbe portare in dote inedite versioni elettrificate), né tanto meno quelli di fascia superiore, come la Talisman. Bene Kadjar, gemello del Nissan Qashqai: nei primi sei mesi dell’anno le sue immatricolazioni sono salite del 16% a quasi 10 mila unità (mentre il suv giapponese ne sfiora 15 mila). Vanno invece alla grande i veicoli commerciali, in crescita del 20% a 8,9 mila pezzi: Trafic registra 1.732 unità immatricolate, con una crescita del 29% rispetto al I semestre 2018. Stesso trend di crescita per Master che ottiene 2.121 immatricolazioni (+27%) e Kangoo, con 2.279 unità immatricolate (+22%).

Tuttavia, vera gallina dalle uova d’oro del gruppo Renault si conferma, ancora una volta, Dacia: la casa romena, infatti, registrare una crescita del 40,4% – equivalente a 51 mila pezzi fra auto e veicoli commerciali – con una quota di mercato che si attesta al 4,3%, la più alta raggiunta dal lancio della marca in Italia, nel 2006, ed è leader del mercato Gpl. Duster, oltre a essere la prima vettura del segmento C-Suv, e anche prima autovettura fra quelle vendute con alimentazione a gas. Il marchio, “orgogliosamente low-cost”, deve il suo successo ai numeri della Sandero e, appunto, della Duster, immatricolare rispettivamente in 20 mila e 25 mila unità. A ulteriore conferma che le utilitarie e le auto a basso prezzo sono richiestissime dalla clientela: tanto che Dacia si attesta all’8° posto della classifica dei marchi più venduti, salendo di tre posizioni rispetto al primo semestre 2018.

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