È stato eletto sindaco di Cagliari a metà giugno, ma a febbraio era anche entrato a far parte del consiglio regionale sardo. Dopo quello di Christian Solinas, il governatore che ha mantenuto per oltre due mesi l’incarico di senatore, in Sardegna c’è un secondo caso di incompatibilità che riguarda il primo cittadino Paolo Truzzu. “I suoi due incarichi – sottolinea l’osservatorio civico Openpolis – non si possono svolgere contemporaneamente, ma le dimissioni non arrivano”. La vicenda è stata anche segnalata in un ricorso depositato presso il Tribunale civile di Cagliari dal Comitato nazionale Radicali Italiani. Ma dal diretto interessato arriva l’annuncio. “Mi dimetterò sicuramente, entro il mese di luglio”, assicura a ilfattoquotidiano.it il primo cittadino, spiegando che ciò non è ancora accaduto per via del ritardo nella proclamazione dei consiglieri comunali eletti a Cagliari, avvenuta solo pochi giorni fa. Si è dovuto, infatti, aspettare che fossero completati i controlli della Commissione elettorale, dopo il voto dello scorso 16 giugno. Openpolis chiede che nella seduta del 9 luglio “il sindaco Truzzu si dimetta da consigliere regionale”. Come spiegato a ilfattoquotidiano.it, questo non accadrà “ma lo farò appena possibile – ribadisce Truzzu – perché non voglio e non trovo giusto mantenere le due cariche, desidero dedicarmi al lavoro di sindaco”.

IL CASO DEL SINDACO INCOMPATIBILE – Alle elezioni regionali del 24 febbraio 2019, Paolo Truzzu è stato eletto consigliere regionale della Sardegna. “Segretario del gruppo Fratelli d’Italia – sottolinea – il consigliere è anche presidente della Commissione Bilancio”. Nel frattempo, però, Truzzu si è candidato alle consultazioni per eleggere il successore del sindaco Massimo Zedda a Cagliari. Il resto è cronaca: l’elezione a sindaco il 17 giugno scorso, la proclamazione due giorni dopo.

IL RICORSO DEI RADICALI – Il 4 luglio scorso la cagliaritana Laura Di Napoli (Comitato nazionale Radicali Italiani) ha depositato presso il Tribunale civile di Cagliari un’azione popolare per fare decadere dalla carica di consigliere regionale l’attuale primo cittadino Truzzu che, sostiene il comitato, “avrebbe dovuto dimettersi da consigliere regionale entro il 29 giugno”. “Paolo Truzzu inizia male il suo mandato di sindaco – hanno dichiarato Laura Di Napoli e Silvja Manzi, segretaria di Radicali Italiani – fregandosene delle norme sia dello Statuto sardo sia dello Stato che in materia sono chiarissime, senza possibilità né di equivoci né di interpretazioni”. Da qui la richiesta al presidente del Consiglio regionale di nominare i componenti della Giunta delle elezioni, prevista dagli articoli 16 e 17 del regolamento del Consiglio e che ha il compito di verificare le condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri regionali.

COSA DICONO STATUTO E LEGGE – Come ricordato sia dai Radicali sia da Openpolis, le due cariche di Truzzu “sono incompatibili sia ai sensi dello Statuto Speciale della Regione Sardegna (art. 17, comma 2) sia ai sensi della legge 154/1981”. L’ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un altro Consiglio regionale o di un sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti, ovvero di membro del Parlamento europeo. Nel caso specifico, è vietato per qualsiasi membro del consiglio regionale sardo essere contemporaneamente primo cittadino di un comune con più di 10mila abitanti. L’articolo 6, comma 4, della legge 154 recita: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di (…) incompatibilità”. Il sindaco Truzzu ha iniziato il proprio mandato il 19 giugno scorso. “Aveva ben dieci giorni di tempo – spiegano le esponenti radicali – per fare una cosa semplicissima: depositare le proprie dimissioni all’ufficio protocollo del Consiglio Regionale”.

LE OCCASIONI PERSE – È accaduto invece che in nessuna delle due sedute del consiglio regionale successive alla sua proclamazione a sindaco, ossia quelle del 20 e del 25 giugno, Truzzu abbia presentato le dimissioni. Nella seconda, denuncia Openpolis “Truzzu è persino intervenuto per illustrare la dichiarazione di voto del suo gruppo su un provvedimento in discussione. Il problema quindi – ancora l’osservatorio – non è solo che il sindaco non si è dimesso, ma anche che sta continuando a svolgere il suo incarico di consigliere regionale in modo attivo”.

La prossima seduta è prevista per domani, 9 luglio, e il primo cittadino compare come relatore di maggioranza nella discussione del rendiconto di bilancio della regione. Il primo cittadino, tra l’altro, ha anche presieduto una seduta della Commissione Bilancio svoltasi il 2 luglio scorso. “Truzzu quindi – sottolinea Openpolis – continua a svolgere attivamente il suo ruolo non solo di consigliere, ma anche di presidente della Commissione. Una chiara situazione di conflitto di interessi”. D’altro canto, come spiegato a ilfattoquotidiano.it, tra le ragioni che rimanderebbero le dimissioni ci sono proprio “alcune faccende ancora da risolvere in Commissione”. Non resta che aspettare poche settimane.

(foto da Facebook)

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