Un colloquio durato quasi un’ora quello tra Vladimir Putin e Papa Francesco che oggi ha ricevuto il presidente russo nella Sala della Biblioteca dell’Appartamento pontificio. I due, che inizialmente si sono intrattenuti alla scrivania del Pontefice per le foto di rito, hanno poi continuato l’incontro in sede privata, con il Capo del Cremlino che ha portato con sé un blocchetto per gli appunti. Dopo, Putin si è incontrato anche con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, prima di lasciare il Vaticano in direzione Quirinale.

“Grazie per il tempo che mi ha dedicato, è stata una conversazione sostanziosa e interessante“, ha poi detto il leader russo al Pontefice. Al momento dello scambio dei doni, il capo del Cremlino ha donato in anteprima al Papa un film sulla figura di MichelangeloIl peccato di Michelangelo, del grande regista russo Andrej Koncalovskij: “È uno dei nostri registi più famosi”, ha poi ricordato. Tra gli omaggi anche un’icona che raffigura San Pietro e Paolo. Il presidente russo ha detto a Bergoglio: “Voi lo festeggiate il 29 giugno, noi il 12 luglio”.

Al suo arrivo, intorno alle 14, Putin ha trovato ad accoglierlo nel Cortile di San Damaso il Prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gansweinun. Poi l’incontro con un Bergoglio sorridente che gli ha stretto la mano e lo ha fatto entrare nella residenza con un “Benvenuto”. Come avvenuto anche nelle sue precedenti visite in Vaticano, la prima nel 2013 e la seconda nel 2015, anche questa volta il presidente della Russia si è presentato con un ritardo di circa 50 minuti rispetto all’orario stabilito. 

La mancanza di puntualità potrebbe essere la conseguenza del grande dispiegamento di mezzi e persone per garantire la sicurezza del leader russo. La delegazione dell’uomo forte di Mosca è infatti formata da 30 auto di scorta blindate e una decina di super manager al seguito che dall’aeroporto di Fiumicino ha dovuto passare per le strade di Roma per arrivare in Vaticano, attraversando Piazza San Pietro e l’Arco delle Campane.

Subito dopo l’incontro con Bergoglio, la visita a Sergio Mattarella al Quirinale. Tra Russia e Italia “i rapporti bilaterali sono ottimi”, hanno poi riferito fonti del Quirinale al termine dell’incontro, nonostante il raffreddamento delle relazioni tra la Federazione e l’Occidente dovuta alle diverse valutazioni sull’Ucraina.

Grande preoccupazione è stata manifestata da entrambe le parti, però, riguardo al dossier Libia. Come fanno sapere le stesse fonti, è stata registrata una “preoccupazione comune per la guerra civile nel Paese e il conseguente ritorno del terrorismo islamico battuto in Siria“. È stata anche evidenziata l’importanza della stabilità libica per l’Italia e per l’Europa. Da parte russa si è però sottolineata la diversa posizione dei Paesi vicini sulla soluzione politica.

Anche il Venezuela ha trovato spazio nell’incontro tra i due capi di Stato. I due hanno trovato “convergenza sulla necessità di costruire un percorso pacifico che permetta al popolo venezuelano di scegliere il proprio governo con nuove elezioni presidenziali“.

“Restituirò a Vladimir Putin la stessa calorosa ospitalità ricevuta a Mosca” lo scorso ottobre. Sono invece le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affidate ai media russi, in occasione della visita del presidente russo nella Capitale che oggi incontra anche i due vicepremier Salvini e Di Maio.

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