Un secolo fa permise agli astronomi di dimostrare che la teoria della Relatività Generale di Albert Einstein è corretta. Oggi lo spettacolo del “Sole nero“, mordicchiato dall’ombra della Luna che si frappone tra la Terra e la nostra stella, continua a offrire una preziosa occasione agli scienziati per spiare i segreti del Sole. E ad attrarre al cielo gli sguardi meravigliati di tanti curiosi e appassionati di astronomia. È il fascino dell’eclissi totale di Sole. Un appuntamento che si rinnova il 2 luglio. Giorno in cui la Luna, nella sua periodica danza celeste con la Terra, si trova a passare davanti alla nostra stella, occultandone la vista, per mostrare in tutta la sua abbagliante bellezza la parte più esterna del Sole: la sua corona. Quando Sole, Terra e Luna sono perfettamente allineati, la Luna proietta, infatti, un cono d’ombra su una parte della superficie terrestre dell’emisfero esposto al Sole. “Avviene in media ogni 14 mesi”, spiegano gli esperti dell’Eso. “Il tipo di eclissi e la sua durata dipendono dalla precisione dell’allineamento del Sole e della Luna rispetto alla Terra”, aggiungono gli astronomi.

Qui il live streaming in varie lingue

Un tempo il giorno che improvvisamente diventava notte suscitava sgomento ed era considerato dalle civiltà del passato presagio divino. Oggi la possibilità di prevedere un’eclissi con anni di anticipo permette a scienziati e semplici cittadini di studiare e osservare il fenomeno senza alcun timore. Lo spettacolo del 2019 è, però, riservato a pochi. In Europa, infatti, non è possibile ammirare l’eclissi. Per vedere il cielo diventare buio durante il giorno, bisogna trovarsi in Sudamerica: in Cile, Argentina, Uruguay o parte dell’Oceano Pacifico. Ma il Vecchio continente è in qualche modo protagonista dell’eclissi di quest’anno. Uno dei luoghi privilegiati per godere della vista dell’eclissi di Sole è, infatti, La Silla, in Cile, dove si trovano alcuni dei telescopi europei dell’Eso, lo European Southern Observatory. Un luogo ideale per le osservazioni astronomiche, dove il cielo è quasi sempre sereno, collocato su una montagna a 2.400 metri di altitudine, nel deserto cileno di Atacama, spesso utilizzato dalla Nasa per simulare spedizioni marziane.

Qui la pagina dell’Eso dedicata all’eclissi

Per l’occasione, il 2 luglio l’osservatorio astronomico apre le porte al pubblico, per una giornata speciale dedicata all’eclissi, definita dall’Eso “il più bel fenomeno naturale del cielo”. Le prenotazioni sono già tutte esaurite. Chi non ha potuto affrontare il viaggio, o non ha fatto in tempo a organizzarsi, può seguire l’ombra nera della Luna che a poco a poco divora il disco solare in streaming, da casa.

All’osservatorio di La Silla il massimo dell’eclissi è previsto alle 16:40 del 2 luglio (le 22:40, ora italiana), quando il Sole è basso all’orizzonte, prossimo a tramontare. La fase di totalità dura circa due minuti. La durata complessiva del fenomeno è, invece, di poco meno di due ore. “È un’opportunità unica – concludono gli scienziati dell’Eso – per assistere alla sola eclissi totale di Sole visibile da un osservatorio dell’Eso per i prossimi 212 anni”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Marte, la Nasa: “Trovati livelli alti di metano”. L’esperto italiano: “L’origine potrebbe essere biologica o geologica”

prev
Articolo Successivo

Hiv, la lotta al virus ha raggiunto l’obiettivo. Come? Con il taglia e cuci

next