Oltre 31mila stage attivati nel 2017, anche se per il 41% dei tirocini extracurricolari mappati era prevista una indennità inferiore a 500 euro al mese. Nel 37% dei casi, l’indennità si colloca tra i 500 e i 750 euro al mese, e solamente il 22% prevede un rimborso spese superiore ai 750 euro. Ma per i tanti stagisti ‘fuori sede’ – quasi un terzo del totale – essere indipendenti a livello economico è impossibile in città care come Milano. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ricerca ”Milano, ancora capitale degli stagisti” a cura di Eleonora Voltolina, fondatrice della testata la Repubblica degli Stagisti, che ha coinvolto quarantadue soggetti promotori attivi sul territorio del capoluogo lombardo, arrivando a censire complessivamente oltre 73mila stage, tutti attivati nel corso del 2017 da università, agenzie per il lavoro, associazioni, fondazioni, consorzi. E se è vero che per la normativa regionale lombarda fino a pochi mesi fa indennità inferiori a 500 euro non erano tecnicamente illegali, ciò non toglie che siano basse e non mettano gli stagisti in grado di mantenersi autonomamente in città care come Milano.

Nel caso dei tirocini extracurriculari, dalla ricerca emerge che quasi un quarto degli stage sia fatto da persone che hanno smesso di studiare da oltre tre anni e con una età media più elevata. Nel 13% dei casi gli stagisti ha meno di vent’anni; c’è poi un 37% di giovani tra i venti e i venticinque anni, un 35% tra i ventisei e i trentacinque anni, e un 15% di over 35. Gli stage extracurricolari durano in media di più rispetto ai curricolari. La durata più frequente – 42% del totale – è quella dei classici sei mesi, seguita da un periodo compreso tra i sei e gli undici mesi (12% dei casi) e ancor più significativa presenza di stage che durano addirittura un anno (21%).

“L’obiettivo del Comune è quello di conoscere e vigilare. Lo stage, i tirocini possono essere validissimi strumenti di ingresso nel mondo del lavoro, se usati in modo corretto da aziende ed enti di formazione. Milano, che sul lavoro ha costruito la sua identità, non può adattarsi a scelte al ribasso”, ha detto l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Cristina Tajani. “La criticità maggiore emersa dalla mappatura è che i soggetti promotori sono molto restii a registrare l’entità del rimborso spese e la percentuale di assunzione post stage. Due aspetti che invece sarebbe opportuno monitorare con attenzione”, dice Voltolina.

Dall’analisi emerge come i tirocini curricolari si svolgano prevalentemente durante periodo di studi, e quindi potrebbe essere utile per i tirocinanti avere una formula “part-time” che consenta al giovane di non dover interrompere completamente l’attività di studio. Tale modalità purtroppo non è ancora così diffusa: riguarda solo il 15% circa degli stage mappati. Rilevante anche il tema della sostenibilità economica: secondo i dati raccolti “la maggior parte degli” stage curriculari (quelli effettuati per tesi) sono per lo più gratuiti, inoltre solo il 30% di chi propone uno stage monitora se l’esperienza si sia trasformata in impiego.