Non solo la solidarietà dei politici, dal premier Giuseppe Conte al ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma anche quella di Jeremy Irons. Dopo che il 16 giugno a Roma quattro ragazzi di vent’anni sono stati presi a pugni, bottigliate e testate da una decina di persone soltanto perché indossavano la maglietta del “Cinema america”, l’attore premio Oscar nel 1991 ha deciso di indossarla per parlare davanti alla folla radunata in piazza San Cosimato a Trastevere. “Sono stufo e arcistufo di persone che la prendono troppo dura a destra e a sinistra, sembrano avere così poco cervello messi tutti insieme”, ha detto l’attore, ospite della serata per presentare il film “Io ballo da Sola”. L’associazione Cinema America Occupato ha scritto su internet che l’attore inglese “è venuto a Roma per ricordare Bernardo Bertolucci e l’ha fatto indossando la nostra maglia bordeaux in solidarietà ai ragazzi aggrediti”.

Tantissime le foto sui social di persone in maglietta bordeaux con l’hashtag #cinemaamerica. Anche il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha postato su Instagram una sua foto con la t-shirt dell’associazione, commentando: “Siamo tutti il Piccolo America. Dalla parte dei ragazzi del Cinema America che riempiono di cultura le serate di Roma. Siano al più presto individuati gli squadristi di questa notte. A Roma non si può accettare una violenza così”. La sindaca Virginia Raggi ha espresso “piena solidarietà ai ragazzi del Cinema America aggrediti ieri sera. Un atto vile e barbaro, che bisogna condannare fermamente. Il pensiero e la libertà di espressione nulla hanno a che vedere con la violenza. Roma è una città aperta e inclusiva”.

“Aspettiamo le necessarie verifiche, ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dalla intolleranza ideologica”, ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando l’aggressione. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, appena sbarcato a Washington, ha commentato: “Noi combattiamo contro ogni genere di violenza, che siano comunisti, fascisti, allo stadio… Del resto io faccio il ministro che reprime la violenza, anche se hanno provato a darmi la colpa anche di questo episodio. Ma lasciamo perdere, meno male che ero in volo così non mi sono innervosito”.

Uno dei ragazzi aggrediti, ha ricostruito l’aggressione delle scorse ore: “Eravamo a San Francesco a Ripa, all’inizio erano in due, hanno iniziato a insultarci. In pochi minuti da due sono diventati quattro e dopo una decina, non siamo riusciti a scappare né a difenderci, non ci hanno lasciato liberi nemmeno di andare via. È stato un assalto pieno di violenza, che non riusciamo a comprendere, noi non abbiamo nemmeno risposto alle loro provocazioni. Io non ho acconsentito a togliere la maglietta e la conseguenza è stata una testata sul naso, che domani devo operare d’urgenza. È evidente che avessero già deciso di aggredirci. Abbiamo avuto la sensazione che ci avessero seguito da Trilussa fino a piazza San Calisto”.

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