Lancio di pietre e mattoni, auto danneggiate ed diversi agenti feriti. Notte di tensione e scontri a Frayser, nella zona nord di Memphis, negli Stati Uniti, nati nel corso delle manifestazioni per l’uccisione da parte di un agente di polizia di Brandon Webber, un ragazzo afroamericano di 21 anni.  

Le proteste in strada sono iniziate pacificamente e poi si sono trasformate in guerriglia urbana: il bilancio è di almeno 24 agenti feriti, nessuno dei quali si trova in gravi condizioni, alcuni giornalisti colpiti dai manifestanti e tre persone arrestate. Solo l’uso di gas lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine e un violento acquazzone che si è abbattuto sulla zona sono riusciti a disperdere la folla e mettere fine, intorno alle 23, alla manifestazione.

Secondo le ricostruzioni, il giovane, sul quale pesavano diversi mandati di cattura, è stato ucciso intorno alle 19 di mercoledì mentre cercava di scappare dalla polizia. Contro di lui sarebbero stati sparati 20 colpi di arma da fuoco.

Secondo la versione degli inquirenti, il giovane si è scagliato contro l’auto dello U.S. Marshals Service e avrebbe poi mostrato un’arma, ha riferito una portavoce del Tennessee Bureau of Investigation (Tbi), Keli McAlister. La donna ha poi aggiunto che non è ancora chiaro quanti agenti abbiano sparato contro il ragazzo.

“Voglio essere chiaro – ha dichiarato il sindaco della città, Jim Strickland, secondo quanto riporta il Washington Post – L’aggressione subita stanotte dai nostri ufficiali è ingiustificata. Sono impressionato dalla professionalità degli agenti che hanno sopportato il lancio di pietre e gli sputi”. Chiede invece indagini accurate il Democratico Antonio Parkinson, membro della Camera dei Rappresentanti del Tennessee: “La comunità chiede delle risposte riguardo agli incidenti di stanotte”, mentre è necessaria “totale trasparenza nelle indagini sull’agente coinvolto nella sparatoria”.