Dalla Libia all’Italia su una barca piuttosto piccola. Così 38 migranti sono arrivati a Lampedusa, trainati in porto da un’imbarcazione della Guardia costiera. Secondo Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, si tratta di “20 uomini, 17 donne e una bambina”, provenienti da “Costa d’avorio, Guinea e Tunisia”. Alcuni di loro, aggiunge l’organizzazione in un tweet, “erano disidratati. In particolare, una donna versava in brutte condizioni di salute”. La barca è stata intercettata in acque italiane ed è stata portata a Lampedusa in quanto porto aperto e sicuro.

Da fine maggio, sono sbarcate in Italia circa 300 persone. Di queste, 200 hanno compiuto la traversata dalla Libia fino alle coste siciliane. Altre 100 circa sono arrivate in Calabria a bordo di piccole imbarcazioni. Sabato sera, una barca a vela di 15 metri è stata soccorsa al largo di Crotone da due navi della Guardia di finanza: a bordo, c’erano 53 persone, tra cui 10 minorenni. Due persone, di nazionalità ucraina, sono state identificate come gli scafisti e sono state arrestate. I migranti, in buone condizioni, sono stati portati al centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Operazione simile è avvenuta lo stesso giorno a Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, dove sono stati soccorsi 60 migranti a bordo – anche in quel caso – di una barca a vela. Di nuovo, arrestati due scafisti, anche loro ucraini.

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