Vorrei partire dalla notizia per fare un ragionamento serio ed articolato, ma non è facile. Il ministro degli interni Matteo Salvini oggi sarà nuovamente nella mia città, ovviamente non per impegni istituzionali, ma per tenere un comizio di piazza, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra.

La strategia leghista in vista del ballottaggio è stata molto basica. Per giustificare la necessità di una svolta a destra, non possedendo un vero e proprio programma elettorale, il Carroccio punta sul dare risalto ai fatti di cronaca. Scippi, furti, risse, quello che passa il convento. Dal 26 maggio, da bravi soldatini, i militanti della destra locale, si limitano a postare ossessivamente sui social articoli su quanto sarebbe insicura la città, notizie di avvenimenti a volte anche molto risalenti nel tempo. Il tentativo è quello di creare il terreno migliore per piantare il seme salviniano anche qui a Prato, e quindi costruire/instillare/fomentare sentimenti di paura, ansia, preoccupazione.

In questo contesto, oggi, ecco che arriva il capolavoro. Quasi un anno fa, vicino ad un grande parco, c’è stato regolamento di conti tra due fazioni di cinesi, coltelli, qualche colpo di pistola esploso e tante bastonate. La punta dell’iceberg di qualcosa di piuttosto losco, su cui la procura si è messa subito a indagare. All’alba di questa mattina, scatta l’ordine di arresto per dieci persone coinvolte nella vicenda. Il ministro degli Interni, ad operazioni in corso, annuncia in pompa magna l’operazione, fa i complimenti ai carabinieri e chiosa: “Nessuna tolleranza per i delinquenti. La pacchia è finita”. Il risultato è che le forze dell’ordine riescono ad arrestare solo tre persone, gli altri fanno perdere le proprie tracce.

Come anticipato, non è facile partire dalla notizia e costruire un ragionamento articolato. E’ già strano (per usare un eufemismo) che un’operazione come questa venga eseguita, a distanza di un anno dai fatti, proprio il giorno stesso dell’arrivo in città del ministro degli Interni; è già grave che il ministro parli pubblicamente di un’operazione in corso mettendone a rischio l’esito; è gravissimo che non sia la prima volta che tutte queste cose accadono.

Ma, soprattutto, è tutto terribilmente grottesco. No, davvero non ce la faccio a fare un ragionamento serio.

Nota di trasparenza: sono candidato a Prato come consigliere nelle liste del Pd

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