Uno studio ha provato la sicurezza dei trapianti di cellule staminali cerebrali umane nel midollo spinale dei pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Tutti i 18 pazienti che si sono sottoposti alla sperimentazione avevano una diagnosi definitiva di Sla e hanno ricevuto da tre a sei trapianti a testa di cellule staminali neurali umane nel midollo spinale lombare o cervicale. A distanza di cinque anni, nessuno di loro ha manifestato “eventi avversi seri”, né aumento della progressione della malattia a causa del trattamento. Adesso si potrà procedere con la seconda fase dei test per confermare l’efficacia della cura. Lo studio, pubblicato su Stem Cells Translational Medicine, è stato condotto da Angelo Vescovi e Letizia Mazzini negli ospedali Maggiore della Carità di Novara e S. Maria di Terni, Università di Padova e Istituto San Giovanni Rotondo.

Lo studio sostiene come sia possibile creare un numero illimitato di staminali cerebrali anche da un singolo caso di morte naturale in utero, utilizzando le stesse procedure che si usano per il prelievo di organi per trapianti. Questo consentirà, se i test sull’efficacia avranno successo, di garantire un numero di trapianti virtualmente illimitato e altamente riproducibile”. Ma prima bisognerà capire quante cellule sopravvivono dopo il trapianto e sarà necessario elaborare dei criteri appropriati per la selezione dei pazienti.

Si tratta del “primo esempio in Europa del trapianto chirurgico di un vero farmaco cellulare”, dichiara in una nota la Fondazione Revert. Un farmaco cellulare permette di trapiantare le stesse cellule in tutti i pazienti con effetti riproducibili. La cura, spiega la nota, “rispetta i criteri di sterilità e sicurezza imposte dagli enti di controllo Agenzia italiana del farmaco e Agenzia europea del farmaco“. La ricerca integra una sperimentazione precedente compiuta su sei pazienti e visto il successo la seconda fase verrà condotta su un numero maggiore di pazienti, che dovranno dare la risposta sulla dose ottimale delle cellule da trasferire e i primi dati sull’efficacia.

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