“Più autonomia all’Anpal“. E’ il titolo con cui un comunicato del ministero dell’Economia annuncia una norma del decreto crescita che riguarda l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro. Si tratta di una modifica del decreto legge su reddito di cittadinanza e quota 100 in base alla quale l’Anpal “può procedere autonomamente alla stipula di convenzioni anche con società in house necessarie all’implementazione della piattaforma informativa strutturale all’attività dei centri per l’impiego”.

La norma, che il M5S aveva già provato a inserire nello “Sblocca cantieri” (era stata stralciata) apre la strada alla possibilità che Anpal servizi, società in house di Anpal, possa scegliere anche senza gara il software necessario per l’incrocio dei dati tra domanda e offerta di lavoro. Un software ad hoc, Mississipi Works, è stato messo a punto dall’attuale presidente dell’agenzia Mimmo Parisi ed è utilizzato nello Stato Usa in cui Parisi lavorava per mettere a disposizione delle aziende i curriculum di chi cerca un’occupazione.

In questo modo però si dribbla la necessità di una gara pubblica e c’è il rischio che si profila un conflitto di interessi, come avevano già segnalato tra gli altri Report e Linkiesta. Le Regioni due settimane fa, come raccontato da ilfattoquotidiano.it, hanno segnalato al governo che “in assenza delle necessarie infrastrutture di servizio, non può essere garantita la piena operatività dei servizi connessi alle politiche attive” per i beneficiari del reddito, stante quanto previsto all’art. 4, comma 5bis del DL. N.4/2019 (cioè il decreto su Reddito e Quota 100, ndr), secondo cui è la piattaforma digitale, di cui all’articolo 6, comma 2, a rendere noti ai centri per l’impiego i beneficiari del RdC, affinché siano convocati entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio”. E ancora: “Appare, dunque, fondamentale che l’implementazione delle infrastrutture tecnologiche avvenga in coerenza con i sistemi informativi regionali e il SIU, assicurando l’interoperabilità e il dialogo delle banche dati in cooperazione applicativa”.