Notre-Dame non brucia più. Ma continuano a fare il giro del mondo in diretta tv le immagini delle rovine fumanti della cattedrale parigina, meta turistica più visitata d’Europa, luogo simbolico del cristianesimo occidentale. Uno squarcio di visione apocalittico che non avremmo mai voluto guardare in una replica altrettanto tragica quanto la diretta delle Twin Towers dell’11 settembre 2001. La monumentale chiesa, inimitabile esempio di gotico medioevale, è stata anche sfondo e spazio in cui letteratura e cinema hanno potuto sviluppare la propria creatività espressiva. Complice l’immortale Notre- Dame de Paris, il romanzo scritto da Victor Hugo nel 1831, la settima arte si è impossessata più volte dello scenario architettonico della capitale francese.

I lungometraggi che riprendono il tragico amore di Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale, per la zingara Esmeralda sono diversi. Nel 1923 la primissima versione de Il gobbo di Notre-Dame, diretta da Wallace Worsley, prodotta dalla Universal del celebre Carl Leammle, vede Quasimodo interpretato dal già famoso Lon Chaney e ben sei mesi di lavoro sui set della Universal per ricostruire la cattedrale ovviamente in scala. Mentre la versione italo-francese del 1956 diretta da Jean Delannoy vede Anthony Quinn nella parte di Quasimodo e Gina Lollobrigida in quelli di Esmeralda.

Secondo diverse fonti le riprese sono state effettuate tra gli studios parigini di Billancourt, e di Boulogne-Billancourt ma anche presso la cattedrale dell’Ile de la Cite. Solo che rivedendo il film l’impressione di facciate e dettagli ricostruiti (la balconata da cui Quasimodo osserva molti fatti che avvengono sul sagrato) in studio ha comunque il sopravvento. Nel 1996 è la Disney a fare il botto con la sua prima versione animata e musical del romanzo di Hugo. Massimo Ranieri e Mietta doppiano nella versione italiana Quasimodo/Tom Hulce ed Esmeralda/Demi Moore per un  incasso mondiale di oltre 325 milioni di dollari. Nel 2002 il sequel breve (66 minuti) della Disney con protesi narrativi discutibilissime al romanzo originario che fecero capitolare il film tra i titoli meno amati da critica e pubblico nell’intera storia del cinema statunitense.

Nel 1997 va segnalata invece la versione tv diretta da Peter Medak con Salma Hayek protagonista e nei panni di Quasimodo un ancora poco conosciuto Mandy Patinkin (Homeland). Anche qui la cattedrale riprende forma grazie a laboriosi artigiani tra i set a buon mercato di Budapest e Praga. Le due celebri torri della facciata di Notre-Dame non sono però state utilizzate come sfondo solo da chi ha portato il romanzo di Victor Hugo al cinema. Ricordiamo giusto qualche sequenza che ne esalta la bellezza e l’imponenza. In The Walk di Robert Zemeckis (2015), la mattina del 7 agosto 1974, il funambolo Philippe Petit srotola il classico filo dell’equilibrista da una torre all’altra e tenendo in mano una lunga pertica per tenersi in equilibrio attraversa sospeso nel vuoto i due torrioni. Nel film Notr- Dame è riprodotta con marcata CGI, mentre le foto che trovate online di Petit sono verissime. Anche in Prima del tramonto di Richard Linklater (2004) Julie Delpy e Ethan Hawke nel loto tour sulla Senna scorrono velocemente sotto Notre-Dame, con tanto di aneddoto sulla sua bellezza, e ovviamente nell’inquadratura appare la vera cattedrale. Infine ne Il Favoloso mondo di Amelie (2001) Notre-Dame viene utilizzata come luogo nefasto da dove una turista canadese si suicida lanciandosi nel vuoto mentre dalla cattedrale stanno uscendo la piccola Amelie e sua mamma che viene appunto schiacciata dalla donna suicida. Notre-Dame de Paris è anche  uno spettacolo musicale scritto da Luc Plamondon e messo in musica da Riccardo Cocciante.

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