Un’indagine sull’indagine. O, meglio, per capire come è partita l’inchiesta sul cosiddetto Russiagate che ha coinvolto l’allora candidato presidente repubblicano Donald Trump. Per far questo, il ministro della giustizia americano William Barr ha costituito un team investigativo per far luce sulle origini del lavoro dell’Fbi sul Russiagate nel 2016. La notizia è stata data da Fox News, secondo cui Barr ha individuato una lista di membri del Dipartimento di giustizia che vuole siano ascoltati per ricostruire come l’Fbi decise di mettere sotto inchiesta Trump e la sua campagna. Barr ha detto in audizione al Senato che le agenzie di intelligence spiarono la campagna presidenziale e che esaminerà se questa sorveglianza sia stata fatta illegalmente: “Non sto suggerendo che le regole furono violate, ma penso che sia importante darci un’occhiata”. L’inchiesta “era illegale, è partita illegalmente, è stata un tentativo di golpe, di far cadere un presidente”, ha attaccato dal canto suo l’inquilino della Casa Bianca.

Nel frattempo, un giudice federale ha respinto la richiesta per la pubblicazione immediata del rapporto del procuratore speciale del Russiagate Robert Muller. “Comprendo che questa è una questione estremamente importante per la nazione”, ha dichiarato il giudice Reggie Walton, sottolineando però che l’appello dall’Eletronic Privacy Information Center, che si era appellato al Freedom of Information Act, non conteneva motivazioni sufficienti a giustificare una sua ingiunzione per velocizzare i tempi della pubblicazione. Poco prima il ministro della Giustizia, William Barr, in un’audizione al Congresso, si è impegnato a pubblicare il rapporto “entro una settimana”, dopo aver completato il lavoro per eliminare dalle oltre 300 pagine le informazioni ritenute sensibili. Barr finora ha diffuso una sintesi delle conclusioni del rapporto, condensate in una lettera di 4 pagine inviata al Congresso alla fine di marzo. Entro la prossima settimana, il Dipartimento di Giustizia dovrebbe inviare al Congresso la versione integrale del rapporto, nel quale però verranno rese inaccessibili alcune informazioni per esigenze di intelligence, di indagine e di privacy.

“Non ho letto il rapporto Mueller, non mi interessa del rapporto”, ha detto Trump. “Ho vinto, non c’è stata nessuna collusione con la Russia, sono stato totalmente assolto. Dopo 35 milioni spesi, 13 democratici che odiano davvero Donald Trump non hanno trovato nessuna collusione con la Russia. Gente che odia Trump non ha trovato nessuna collusione”, dice il presidente degli Stati Uniti, puntando il dito contro “poliziotti sporchi” e “gente scorretta“. “E’ stato un tentativo di colpo di stato, un tentativo di togliere di mezzo un presidente. L’attorney general sta facendo un ottimo lavoro. Sta tornando indietro fino all’origine di tutto, fino all’inizio di questa illegale caccia alle streghe. Quello che è successo è terribile, vergognoso, una cosa del genere non è mai accaduta nella storia del nostro paese”.