Infrazioni, mancato rispetto delle regole, optional sicurezza. Ma poche sanzioni. I nostri figli salgono a bordo di mezzi sui quali – non di rado – gli stessi autisti costituiscono il pericolo. Solo nell’ultimo anno, la Polizia Stradale ha controllato 17.796 mezzi adibiti normalmente per il trasporto scolastico e le gite: 2.400 – vale a dire più di uno su dieci (13%) – sono risultati non in regola. Nel dettaglio 888 avevano equipaggiamenti “alterati o non funzionanti”, vale a dire pneumatici lisci, cinture di sicurezza non funzionanti, fari guasti, specchi retrovisori danneggiati, estintori inefficienti, uscite di sicurezza non agibili e altro. Tra le violazioni più gravi, spiccano i 33 mezzi sprovvisti di revisione e i 20 che non erano assicurati. I conducenti non sono da meno: in 350 non hanno rispettato i tempi di guida e riposo previsti dalla legge, 11 sono risultati positivi all’alcool, due al test sulle droghe. Ma sono soltanto 95 le patenti (36) e le carte di circolazione (59) ritirate.

Numeri che arrivano dal Viminale e fanno notizia, soprattutto nel pieno del periodo delle gite e dopo la drammatica vicenda dei 51 ragazzini dirottati sulla Paullese da un autista al volante di un autobus pieno di bambini nonostante 12 anni prima gli fosse stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza. La vicenda ha fortemente scosso l’opinione pubblica e indotto il Viminale a diramare una circolare ai prefetti nella quale si chiede una stretta sulla sicurezza, il raccordo operativo con le motorizzazioni civili e l’intensificazione dei controlli da parte delle Forze di Polizia.

Su questo settore del trasporto collettivo cui le famiglie affidano i loro figli non ci sono dati complessivi, le banche dati delle diverse “forze” non dialogano tra loro. Grazie al lavoro della Polizia di Stato, da tre anni esiste però un progetto pilota che fornisce dati preoccupanti. Nel 2016 dalla collaborazione tra la Polizia di Stato ed il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca è nata l’iniziativa “Gite scolastiche in Sicurezza”, che diffonde in modo omogeneo, su tutto il territorio nazionale, progetti già sperimentati con esito positivo in diverse province italiane, finalizzati a rendere quanto più sicuro possibile il trasporto scolastico.

I numeri aggiornati al 31 dicembre 2018, grazie all’impiego di 36.552 pattuglie, sono allarmanti. Su 51.949 autobus controllati 7.442 veicoli presentavano irregolarità, più del 14% (la media del 2018 è poco sopra il 13%). I mezzi sanzionati perché circolavano con gomme sgonfie, fari rotti, retrovisori danneggiati e così via sono stati ben 2.311. Quelli fermati senza revisione sono stati 102, mentre 61 non avevano l’assicurazione. Quanto agli autisti 1.127 sono stati sanzionati per mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo, 864 violazioni per eccesso di velocità, 30 conducenti avevano assunto alcool. A colpire però è ancora l’esiguità delle sanzioni a fronte di questi numeri: le patenti di guida ritirate sono state solo 134, le carte di circolazione 177. A fronte di 7.442 violazioni accertate.

In Commissione Trasporti alla Camera è incardinato il testo che porterà all’aggiornamento del Codice della strada. Il vicepresidente e relatore del provvedimento, Diego De Lorenzis (M5S), al Fatto.it ha dichiarato che “affronteremo certamente i problemi che stanno emergendo dal caso milanese”. I risultati messi in luce dal lavoro della Polizia, che nel 2018 ha impiegato 12.679 pattuglie, forniscono diversi spunti utili per garantire maggiore sicurezza. Uno su tutti, riguarda l’art. 142 del Codice che regola i limiti di velocità: oggi la violazione comporta la sanzione accessoria della sospensione della patente solo nel caso si superi di oltre 40 km/h il limite di velocità. Abbatterla per i mezzi adibiti al trasporto di bimbi e ragazzi sarebbe un buon inizio.

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