Come si sospettava fin dalla scoperta del lago sotterraneo vicino al polo Sud di Marte, il sottosuolo del pianeta potrebbe essere davvero ricco di acqua. Potrebbe esserci un sistema di falde acquifere a 750 metri di profondità che potrebbero originare flussi d’acqua in superficie, vicino all’equatore del Pianeta rosso. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience da due ricercatori dell’americana University of Southern California, Essam Heggy e Abotalib Z. Abotalib.

I ricercatori hanno studiato le caratteristiche delle strisce di sabbia bagnata che compaiono stagionalmente sui pendii marziani e che vengono chiamate ‘recurring Slope Lineae’. In passato, si pensava che queste strutture fossero collegate a flussi di acqua superficiali, dovuti allo scioglimento del ghiaccio, ma confrontando le strisce di sabbia bagnata di Marte con formazioni analoghe presenti periodicamente in alcuni deserti della Terra, gli studiosi suggeriscono, ha rilevato Heggy “un’ipotesi alternativa alla loro formazione“.

Secondo questa ipotesi i flussi di acqua si formano in seguito alla risalita dell’acqua sotterranea, come succede nel Sahara e nella penisola arabica. I ricercatori ipotizzano che, su Marte, sorgenti d’acqua, poste alla profondità di almeno 750 metri, possano risalire a causa della pressione, generando i solchi che si vedono nelle foto inviate dalle sonde in orbita intorno al pianeta rosso. Le acque sotterranee sono una prova evidente della somiglianza passata tra la Terra e l’antico Marte e questo, secondo Heggy, suggerisce anche che i due pianeti possano avere un’evoluzione simile. “Comprendere come si è formata la falda acquifera su Marte, dove è oggi e come si muove, – ha aggiunto – ci aiuta a comprendere l’evoluzione delle condizioni climatiche su Marte negli ultimi tre miliardi di anni”. Capire l’evoluzione del clima di Marte, e se ci sono somiglianze con la Terra, è cruciale anche per comprendere l’evoluzione a lungo termine del clima terrestre.

L’abstract su Nature

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