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La Casalese, i produttori sfidano il divieto imposto dal Viminale. Ieri la presentazione a Gaeta

L'incontro sul libro e sul film tratto dall'opera di Antonella D'agostino, ex moglie di Renato Vallanzasca, era stato negato dal ministero. Ma gli organizzatori hanno solo spostato la location e la polizia è arrivata a cose fatte
La Casalese, i produttori sfidano il divieto imposto dal Viminale. Ieri la presentazione a Gaeta
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La presentazione del libro La Casalese-l’operazione Spartacus e dell’omonimo film, prodotto dal nipote del patriarca dei Casalesi, è stata fatta nonostante il divieto del Viminale. Così, spostandosi di pochi chilometri da Spigno Saturnia (Latina), dove era stato inizialmente previsto l’evento, la kermesse si è svolta comunque allo Yacht Club di Gaeta. Una sfida allo Stato che aveva fermato l’incontro sul libro scritto da Antonella D’Agostino, meglio conosciuta come Lady Vallanzasca, sposata per 10 anni con il bandito più famoso d’Italia e arrestata nel 2013 (poi scarcerata) in un’operazione anticamorra tra Frosinone e Caserta, insieme ad altri 18 affiliati. Non da meno la caratura del produttore dell’omonimo film, Angelo Bardellino, nipote di Antonio, fondatore del clan dei Casalesi ucciso nel 1988 durante la guerra con gli Schiavone, proprietario della “Roxyl Music&Film” che ha realizzato il lungometraggio tratto dal libro e che nel settembre 2017 è stato condannato in appello a 7 anni e 5 mesi per concorso in estorsione insieme ad altri imputati, a seguito dell’inchiesta ‘Formia Connection’.

Elementi sufficienti per bloccare la presentazione de La Casalese da parte del Viminale. Ma l’evento si è svolto comunque, come testimoniano le foto e i video pubblicati sulla pagina Facebook del libro e della casa di produzione del nipote del capostipite del clan. I partecipanti, negli interventi hanno voluto sottolineare che non c’è alcuna promozione di una cultura mafiosa nel libro ma si parla di una storia d’amore tra una madre ed un figlio. La protagonista è l’ex moglie di un boss pentito del clan dei Casalesi che si ribella sia al marito che al sistema camorristico, ma anche allo Stato, da cui rifiuta la protezione prevista per i parenti dei pentiti di camorra, sia per lei che per il figlio. Tra i commenti fatti durante l’evento ci sono state anche accuse ai giornalisti che hanno denunciato il caso, chiamati “psicopatici” e “borderline” e che “non alzano il culo dal pc per verificare di cosa parla il libro”. Il tutto accompagnato da uno slogan tremendo che campeggia sulla pagina Facebook ufficiale del film: “Né con lo Stato, né con la Camorra”.  Solo a presentazione conclusa la polizia è arrivata nel locale, dove è stato proiettato anche il trailer del film, procedendo all’identificazione dei partecipanti.

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