Era nell’aria, ora è ufficiale. Dopo 14 anni, i playoff Nba non vedranno tra i protagonisti LeBron James. I Los Angeles Lakers sono fuori dalla lotta per l’anello e si tratta del primo fallimento di King James, arrivato in California per risollevare le sorti dei gialloviola dopo l’addio di Kobe Bryant. Fatale la sconfitta casalinga, nella notte italiana, contro Brooklyn (106-111): non sono bastati i 33 punti conditi da 20 rimbalzi di McGee, career-high, e la quasi tripla doppia del ‘Prescelto’, autore di 25 punti, 14 assist e 9 rimbalzi, per evitare il quinto ko consecutivo.

Caduta che relega i Lakers a 11 vittorie dall’ottavo posto, l’ultimo disponibile per il pass post-season, quando mancano 10 partite alla fine della stagione regolare. Il 34enne, tre volte campione Nba, non mancava l’appuntamento con i playoff dal 2005 e vede interrompere la serie di otto partecipazione consecutive, tra Miami e Cleveland, alle Finals.

La fine di un’era in Nba e il più grande fiasco nella carriera di LeBron, che tutto si aspettava fuorché guardare i playoff da spettatore. “È stata una stagione difficile per tutti noi, non è andata come speravamo, tra infortuni e squalifiche”, ha commentato James. “Non siamo mai riusciti ad avere continuità per 48 minuti nelle partite giocate. Qualificarsi per i playoff – ha aggiunto – non è mai una formalità, devi lottare per arrivare a giocarli. Ma personalmente non cambia nulla per me non giocarli in questa stagione”.

Certo, è più che lecito domandarsi come sarebbe stata la stagione dei Lakers senza l’infortunio all’adduttore riportato a fine dicembre contro i Warriors da LeBron, rimasto ai box per un mese. Un’assenza che si è indubbiamente fatta sentire: da quella gara i losangelini hanno rimediato ben 27 sconfitte su 38 gare. Lo stesso James, tuttavia, ha ammesso di non essere stato “bravo ed efficiente” come si era augurato al momento del suo arrivo a Los Angeles.

Sfumato il grande obiettivo, la ‘palla’ passa ai vertici gialloviola: il presidente Magic Johnson e il general manager Rob Pelinka, dovranno muoversi in fretta per ottenere il massimo dai rimanenti tre anni sul contratto di LeBron, pagato a peso d’oro (154 milioni di dollari per quattro stagioni). A livello di salary cap, hanno la possibilità di ingaggiare almeno un grande nome da affiancare al loro fuoriclasse: nella lista dei possibili obiettivi Kevin Durant e Klay Thompson (Golden State) e Kawhli Leonard (Toronto). Perché il prossimo anno non si potrà più sbagliare.

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