Benedetto autismo.
Benedetto autismo.
Benedetto autismo.

Non è il ritornello di un salmo quaresimale ma l’auspicio espresso al telefono dal politico siciliano del Pd arrestato qualche giorno fa.
Come ogni pensiero breve, ha il merito di esplicitare uno stato d’animo ed un interesse in modo chiaro.

La storia politica del nostro Paese negli ultimi anni raccoglie un florilegio di questi commenti “rubati” dagli investigatori: il ricordo delle urla di gioia degli imprenditori immediatamente dopo il terremoto de L’Aquila è forse il più eclatante.

Benedetto autismo è un ulteriore passo avanti della inciviltà politica, un nuovo irraggiungibile traguardo della miseria dell’uomo.
Considerare una condizione come l’autismo, il disturbo del neurosviluppo più diffuso nel mondo occidentale degli ultimi decenni, come una benedizione, credo possa semplicemente essere considerata una porcheria.

Tutti i giorni da 20 anni incontro genitori di figli autistici. Si tratta di persone sempre appassionate ed innamorate dei loro piccoli. Spesso sono madri e padri disperati, soli, con relazione sociali rese faticosissime dalle condizioni dei loro figli.

Faccio un gran fatica a mantenere una qualsiasi forma di rispetto formale nei confronti del politico siciliano lieto di fare affari grazie al benedetto autismo. Troppe volte mi è capitato e, credo, mi accadrà ancora di cercare un senso a tanto dolore. Senza trovarlo. Troppe volte ho smesso di pensare e mi sono solo riproposto di andare avanti, di fare.

Andare avanti e fare nonostante gli insopportabili miasmi che si levano insieme alle parole di questo miserabile malfattore. Di questa gente gli autistici e le loro famiglie non hanno proprio bisogno.

Speriamo che la magistratura faccia quanto è giusto nel più breve tempo possibile. Perché il fetore che circonda le sue parole è insostenibile.