È stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto specifico di lavoro di Fca, Cnh Industrial e Ferrari. Lo hanno firmato Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat. Il contratto, relativo al periodo 2019-2022, interessa 87mila lavoratori. Mentre i sindacati che hanno siglato l’intesa parlano di un rinnovo che “sfida la crisi, guarda con fiducia al futuro e riconosce aumenti salariali rilevanti“, come ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dall’altra parte c’è la Fiom, fuori dal tavolo di confronto per un contratto che le tute blu della Cgil non hanno mai riconosciuto: “La firma è una vittoria per l’azienda che per altri quattro anni potrà continuare a raggiungere gli obiettivi di efficienza, aumentare gli utili e la redditività, riducendo i costi. E i ‘sindacati firmatari’ continueranno ad essere garanti di un sistema sindacale che non prevede un ruolo partecipativo e democratico delle lavoratrici e dei lavoratori”, ha detto la leader Fiom, Francesca Re David.

Il nuovo contratto, oltre ai lavoratori di Cnh Industrial e Ferrari, riguarda nello specifico 66mila dipendenti di Fca e prevede un aumento delle retribuzioni contrattuali del 2% annuo e un rafforzamento del bonus annuale legato agli obiettivi di produttività ed efficienza. Lo rende noto l’azienda in un comunicato. Oltre all’aspetto retributivo – spiega Fca – sono tre i principali cardini del nuovo contratto. “Il primo è il sistema di Welfare aziendale che si sviluppa attraverso il consolidamento del programma di flexible benefits e il potenziamento della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa. Il secondo è il completamento del sistema partecipativo che – sostiene l’azienda – ormai rappresenta non solo un modello di dialogo qualificato con le organizzazioni sindacali, ma è parte integrante dell’approccio industriale del Gruppo in Italia. Terzo, la definizione della riforma dell’inquadramento introdotta in via sperimentale nel precedente rinnovo contrattuale”, aggiunge Fca.

Il nuovo contratto, che entrerà in vigore il primo aprile, prevede per un operaio medio un aumento mensile a gennaio 2022 di 144,50 euro, pari a +8,24%. Le tranche previste sono quattro: +35,06 euro il primo aprile 2019, +35,76 il primo febbraio 2020, +36,48 il primo gennaio 2021 e +37,20 il primo gennaio 2022. Questi incrementi vanno in paga base e quindi avranno un effetto sugli istituti indiretti, comporteranno cioè una maggiorazione sui turni, sugli straordinari, sulla tredicesima, sul Tfr. Il nuovo contratto prevede poi un incremento del contributo a carico dell’azienda del fondo previdenziale integrativo pari allo 0,5%. Anche sulla sanità integrativa migliorano le coperture assicurative sanitarie per i lavoratori e i propri familiari, si riduce il costo per la contribuzione del lavoratore aderente e aumenta quella a carico azienda.

Il commento di Fiom – “Anche questa volta i lavoratori non saranno chiamati a decidere con un referendum sull’intesa“, sottolinea Francesca Re David. “Il confronto per la scadenza del Ccsl si è tenuto su due tavoli per volontà dei sindacati firmatari e dell’azienda, perché l’obiettivo non era cambiare. Escludendo la Fiom si sono voluti escludere i lavoratori”, dice, ricordando la “piattaforma rivendicativa” presentata dalle tute blu Cgil dopo aver consultato più di 10mila lavoratori del gruppo che, con il voto, hanno dato mandato al negoziato. “L’obiettivo della Fiom era la realizzazione di un nuovo contratto, con i cambiamenti richiesti dai lavoratori: aumentare il salario in paga base, migliorare il sistema premiante e le condizioni di lavoro, affermare un ruolo democratico e partecipativo dei lavoratori attraverso il voto sugli accordi e la centralità del ruolo dei delegati”, spiega Re David unitamente a Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive. Quanto al salario, “finalmente si riconoscono gli aumenti in ‘paga base’ rimasti al palo per anni come richiesto dalla Fiom e si prevedono gli aumenti sui fondi, ma complessivamente la retribuzione perde l’unico premio, quello sul piano quadriennale, che aveva una parte fissa. Rimane, invece, quello completamente variabile che ridistribuisce parte di quello che l’azienda risparmia”, annotano ancora i leader Fiom sottolineando come comunque “non solo aumenti la cassa integrazione ma si è davanti alla vendita di Magneti Marelli e al rischio concreto nel futuro che interi impianti rimangano senza nuovi modelli e motorizzazioni“.

Le reazioni di Fim e Uilm – “Siamo riusciti a consolidare e rafforzare il ‘Contratto Fiat’ completando il lavoro iniziato nel 2015: cinque anni fa costruimmo un robusto sistema premiale, ora invece abbiamo incrementato la parte fissa della retribuzione”, dice invece Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. “Anche la parte normativa  – prosegue – contiene numerosi miglioramenti, ad esempio incrementando dello 0,5% della retribuzione il contributo a carico del datore di lavoro alla previdenza integrativa”. “Inoltre abbiamo rafforzato il premio annuale di efficienza di stabilimento e riformato l’inquadramento professionale, semplificandolo in Cnhi e in Ferrari, estendendo quello previsto come sperimentale nel 2015 anche ai vecchi assunti in Fca”. Ora, conclude Palombella, “confidiamo che questo rinnovo possa fare da apripista agli altri contratti”.

“La conferma degli investimenti in Italia annunciata dall’Ad di Fca Mike Manley è un’ottima notizia. Il piano illustrato il 29 novembre 2018 a Mirafiori è pertanto confermato: 5 miliardi di euro di cui si vede l’avvio dei lavori per la piattaforma elettrica di Fca a Mirafiori su cui si baserà la 500 full electric e il Suv compatto Alfa Romeo Tonale che verrà prodotto a Pomigliano d’Arco dove verrà realizzata anche la Panda ibrida con qualche mese di ritardo”, dice il leader Fim Marco Bentivogli commentando il via libera al rinnovo del contratto. “E’ positivo per la Fim che si sia abbandonato ogni scetticismo sull’elettrico su cui si ha la consapevolezza di dover trasformare la gran parte delle linee. Importante anche la secca smentita sulla vendita di Maserati e che sia ripartita la riflessione su una strategia di future alleanze o fusioni a livello internazionale”, prosegue. “Per questo la notizia di oggi rappresenta una buona notizia per il paese e segno di serietà da parte del gruppo Fca per gli impegni presi”, dice ancora Bentivogli.