Nessuna ipotesi di mini-Tav né integrazioni all’analisi costi-benefici sul Tav. È la linea del presidente del Consiglio Giuseppe Conte tracciata in una nota che smentisce le ricostruzioni di alcuni giornali. Resta che la posizione del governo non è per niente chiara e si aspetta la decisione politica che possa mettere insieme le posizioni – polarizzate ai due estremi – della Lega e del M5s. Nel frattempo il Partito democratico annuncia una mozione di sfiducia per il ministro Danilo Toninelli. Il motivo?  “Ha bloccato i cantieri in tutta Italia, ha preso in giro gli italiani e per essere stato di fatto commissariato”, dice la capogruppo dem in commissione Trasporti Raffaella Paita. “Il 3 febbraio, cioè un mese fa – sostiene Paita – Di Maio aveva definito la minitav una super cazzola. Oggi apprendiamo che Conte sposa la linea minitav dettata dalla Lega. Un progetto che non esiste. Nulla di più assurdo e falso”.

In realtà Conte non ha sposato alcuna minitav, contrariamente a quanto riportato da diversi quotidiani. Per questo motivo Palazzo Chigi ha diffuso una nota, spiegando che il premier “non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav né ha mai richiesto un ulteriore contributo all’analisi costi-benefici dell’opera, contributo che è stato invece sollecitato dal Mit. Il Presidente Conte non ha mai anticipato nessun giudizio, mentre ha sempre ribadito e ancora ribadisce che verrà presa, nella massima trasparenza, la migliore decisione possibile nell’interesse esclusivo del Paese e dei cittadini all’esito dello studio attento del dossier e del confronto politico che ne conseguirà”.

L’alta velocita Torino-Lione è stata oggetto di dibattito al forum economico franco-italiano di Versailles. Nel documento finale Confindustria e il Movimento delle imprese di Francia hanno spiegato di essere “determinati” a sostenere il “completamento” della rete Ten-T e “di tutti i principali progetti infrastrutturali necessari ad attuarla. In particolare, la linea ad alta velocità Torino-Lione, anello ancora mancante del corridoio Mediterraneo”.  Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha sottolineato l’esigenza di migliorare i collegamenti tra Francia e Italia e ha ribadito che Parigi è “favorevole” al proseguimento del cantiere della Tav Torino-Lione. “Ora aspettiamo che l’Italia prenda posizione su questo dossier sui cui Francia è favorevole”. “Credo che il governo stia andando verso quella direzione”,  lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. “Ci sono posizioni differenti nel governo ma credo che ci sarà un’evoluzione positiva perché sono i fatti” che portano in quella direzione. “Del resto c’è una legge su questo e per cambiare ci sarebbe bisogno di un’altra legge, ma non credo sarà cosi”, ha spiegato il titolare di via XX Settembre.

Il ministro Toninelli, invece, ha ribadito “profondamente, come M5s, il no alla Tav senza alcun pregiudizio“. “Il Tav può anche servire – ha aggiunto – e sono felice se dopo il 2070 serve, ma io sono il ministro delle infrastrutture e mi sento responsabile se domani crolla un altro ponte e muore qualcuno, anche se giuridicamente non lo sono, perché avrei potuto impiegare le risorse del Tav per fare manutenzione a quella infrastruttura”. Il titolare dei Trasporti è il destinatario della mozione di sfiducia che i dem intendono presentare in Parlamento. Nei giorni scorsi aveva detto che il governo avrebbe deciso entro la prossima settimana, cioè quando la mozione sul Tav sarà discussa al Senato. Per questo motivo Forza Italia ha lanciato un “Conte alla rovescia“. “Da questa mattina mancano 6 giorni. Il governo dirà sì o no?”, dice Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera. L’impressione è che di Alta velocità Torino-Lione si discuterà dopo le europee.

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