Dopo l’autosospensione dal M5s da parte della deputata Giulia Sarti e le dimissioni da presidente della commissione Giustizia, per lo sviluppo del caso Rimborsopoli, è ora il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio a scaricare la deputata: “Un errore averle affidato la carica di presidente della commissione Giustizia, con l’indagine in corso? Diceva di non essere colpevole e querelò l’ex fidanzato. Nel momento in cui la denuncia viene archiviata, ritengo le sue dimissioni sono doverose. Ora i probiviri accerteranno la sua espulsione, che credo sia doverosa, ma per me è il caso è chiuso qui”, ha rivendicato Di Maio. Il vicepresidente del Consiglio ha invece difeso Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi: “Casalino? Il Pd sarà la quarta volta che chiede le sue dimissioni. Lui ha detto a Giulia Sarti ‘Se hai ragione tu, querela il tuo ex fidanzato‘. Una volta che con la querela sono stati accertati i fatti, le dimissioni di Giulia Sarti sono doverose”, ha tagliato corto Di Maio.
Era stata Sarti a evocare, seconda la ricostruzione di alcune chat con l’ex fidanzato, come la richiesta di sporgere denuncia nei confronti di quest’ultimo, sarebbe arrivata proprio dai responsabili della comunicazione del movimento, Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino. Ricostruzione poi smentita ufficialmente da Sarti, ma soprattutto dallo stesso Casalino, secondo cui Sarti si sarebbe “nascosta dietro il suo nome”.
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