C’è una Piacenza sportiva che cade, si rialza e trionfa. Nelle settimane in cui l’Italia seguiva la farsa del Pro Piacenza escluso dalla Serie C di calcio, c’era un’altra squadra che alzava una coppa e conquistava la vetta del campionato. È la Gas Sales Piacenza, società della Serie A2 maschile di pallavolo nata dopo la chiusura della Wixo Lpr Piacenza che aveva rinunciato alla Superlega (vinta nella stagione 2008-2009) per problemi finanziari. E dietro questa nuova impresa ci sono alcune glorie della nazionale armate di passione e dedizione, tanto attaccate alla maglia e alla città da mettersi al servizio di un nuovo progetto. Uno di loro è Hristo Zlatanov, 43 anni dei quali la maggior parte passati giocando a pallavolo, figlio di due giocatori delle nazionali bulgare. Le ultime quattordici stagioni le ha disputate a Piacenza. “Anni fa, quando ero ancora un top player, avevo avuto offerte di altre società, ma avevo voglia di stabilità e di casa – ricorda – Ho scelto di rimanere a Piacenza rinunciando anche a più soldi”. La scelta lo ha ripagato.

Al termine della stagione 2016-2017 lui mette fine alla sua carriera e la sua maglia, la numero 11, è stata ritirata. Un onore per pochi. Tuttavia quella società ha dovuto chiudere. La Wixo Lpr Piacenza non trovava soldi e sponsor per iscriversi alla Superlega: “Per un campionato di metà classifica servono due milioni di euro”, spiegava a maggio l’ex presidente onorario Roberto Pighi, diventato poi vicepresidente del Piacenza Calcio. A giugno si muove qualcosa con l’iniziativa della famiglia Curti. “Era fine giugno, ero al mare con la mia famiglia – ricorda Zlatanov -. Elisabetta Curti dalla Gas Sales Energia (società piacentina di forniture elettriche, ndr), sapendo che conosco la pallavolo e che mi do da fare, mi ha chiamato per parlarmi di un progetto. Sono tornato a Piacenza e ho rivisto mia moglie dopo due settimane”.

Vacanze finite in anticipo, ma con una buona ragione. Quel progetto a Zlatanov era piaciuto e ha voluto portarlo avanti. Il 2 luglio viene costituita la società You Energy Volley, presieduta da Elisabetta Curti con Zlatanov direttore generale. “Il passaggio dai campi di gara agli uffici non ha avuto dei contraccolpi – dice – Mentre giocavo mi sono buttato nell’imprenditoria. Sono abituato a gestire dei soldi”. A dar man forte ci si mettono anche l’amministrazione comunale, la Banca di Piacenza e i tifosi, i “Lupi biancorossi”: “La città ha una cultura pallavolistica. Anche i tifosi sono stati un po’ gli artefici di tutto quanto. Non ci hanno abbandonato”. Dopo la società bisognava mettere insieme una squadra. “È stata costituita in dodici giorni con dei giocatori che erano a disposizione perché il mercato era quasi finito. Abbiamo assemblato un giusto mix di giocatori esperti e giovani”. E come si fa da bambini quando si formano le squadre, si chiama il proprio amico, quello forte. Zlatanov alza il telefono e chiama la seconda “vecchia gloria” di questa storia.

Alessandro Fei, 40 anni compiuti a novembre, opposto, vincitore di quattro scudetti, cinque Coppe Italia, sei Supercoppe, due bronzi e un argento alle Olimpiadi: “È bastata una telefonata di mezz’ora. Gli ho esposto il mio progetto. Gli ho chiesto ‘Che fai?’ e ha accettato”, riassume il direttore generale. Fei aveva già disputato in totale tre stagioni in questa città e faceva parte della Wixo Lpr: “Avevo avuto qualche proposta dalla Serie A1, ma non avevo molta voglia di spostarmi – ricorda il giocatore -. Mi trovavo molto bene a Piacenza, ma la società aveva chiuso. Poi mi ha chiamato l’Olimpia Bergamo e stavo per accettare, ma a Piacenza hanno costituito la nuova società e data l’amicizia con Zlatanov ho accettato”. Ma c’è un’altra ragione per cui il dg ha voluto l’amico in squadra: “Sono il recordman della Serie A1 con il maggior numero di punti fatti. Fei mi segue a ruota. Ho dovuto fare una società di A2 per prenderlo ed evitare che battesse il mio record”, scherza. Il primo ha disputato 547 partite per un totale di 7410 punti, il secondo 521 match e 7166 palloni messi a terra. (Altra curiosità: al terzo posto di questa classifica c’è Samuele Papi, altra gloria azzurra che ha terminato la carriera proprio qui con Zlatanov nel 2017).

Fei scende di categoria: “Il campionato è buonissimo, anche se inferiore alla Serie A1. Col fisico a 40 anni non si può pretendere di giocare ad altissimi livelli, ma mi diverto ancora. La squadra è di supporto, ho vicino ragazzi che sono i migliori di questo campionato”. A lui è andato il compito di essere il loro capitano. Il resto è storia recente. Nel “girone blu” della Serie A2 la Gas Sales Piacenza ha inseguito a lungo l’Olimpia Bergamo, sconfitta il 23 dicembre scorso e superata nel giro di poche partite: “Loro non avevano mai perso, ma da lì abbiamo capito che siamo la squadra da battere”, dice Fei. Con gli orobici, poi, c’è stato un altro scontro diretto il 10 febbraio: la finale di Coppa Italia disputata all’Unipol Arena, vinta al tie-break. Fei in quel match ha fatto 31 punti (nonostante un mignolo del piede rotto), “most valuable player” della partita. “Forse abbiamo bruciato le tappe”, riflette il dg, che è cauto.

L’obiettivo con una squadra così potrebbe essere la promozione: “Se dovessimo salire in Serie A1, ben venga. Noi vogliamo fare tutto il meglio possibile”, dice il capitano. Zlatanov da manager non si sbilancia troppo: “Abbiamo fatto un’infinità di cose e adesso lavoreremo al settore giovanile. Vogliamo mettere le radici per bene, farci conoscere, acquisire fiducia, popolare il PalaBanca finché scoppia, ma bisogna ricreare tutto il movimento. Abbiamo mantenuto viva la fiammella ed è importante – conclude Zlatanov – Quelli che sono spariti non sono più rinati”. Il pensiero va ad alcune squadre che in passato hanno dominato per anni il campionato italiano come Bologna e Parma, tanto per rimanere in Emilia, un’area fertile per questo sport. “Chi sparisce non rinasce. Se ci riescono avviene dopo dieci anni, come stanno facendo Cuneo e Treviso, che però ha soltanto il settore giovanile”.

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