Auto e motori sono sempre stati tra i cavalli di battaglia degli sportivi italiani. Una tradizione lunga decenni che forse nell’ultimo periodo – almeno in Formula 1 – si è attenuata complice la mancanza di piloti nostri connazionali impiegati nella alte sfere competitive. Non è però così sui circuiti paralleli virtuali dei campionati di simracing in cui i videogiocatori si sfidano sui simulatori di guida che ormai hanno raggiunto vette di similitudine con la realtà impensabili anche solo dieci anni fa. D’altronde ormai nelle stesse scuderi il simulatore occupa un ruolo chiave sia per le squadre, nello studio delle strategie, sia nella preparazione dei piloti.

La Williams è una delle scuderie più conosciute e blasonate al mondo, una realtà automobilistica che vanta successi su successi nel corso della sua lunga esistenza. Non si è però tirata indietro quando l’esport è arrivato anche sulle auto, sia con la partecipazione immediata alle F1 Esports Series del 2018 che con tutte le altre competizioni virtuali. Una delle più importanti è stato il torneo di GT Sport, su PlayStation4, disputato al Nurburgring a maggio dello scorso anno: non solo come pista protagonista del torneo, ma anche come circuito che ha ospitato i simdriver.

Nel 2018 tra i nomi d’eccellenza presenti c’era anche quello di Giorgio Mangano che, ricevuto l’invito a partecipare al GT World Tour del Nurburgring, non solo ha conquistato la vittoria ma ha anche messo la firma sul contratto che da quel momento lo lega alla Williams Esports, ramo dedicato alle competizioni videoludiche di Williams Racing. Poi sono arrivati il terzo posto alla finale europea del campionato targato FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobilismo, ed il trionfo alla Mercedes Benz E-Cup tenutasi in Italia nella cornice della Milan Games Week.

Ma quali sono le principali differenze tra il reale e il virtuale? Le abbiamo chieste proprio al nostro rappresentante italiano all’estero, Giorgio Mangano, pilota della Williams Racing, 21 anni siciliano.

“La principale differenza è che i piloti di F1 hanno a disposizione software e strumenti molto più sofisticati, di conseguenza le sensazioni di guida sono più realistiche. Il loro è un percorso focalizzato sul reale quindi il simulatore è una fase di esso. Al contrario i simdriver si concentrano solo sulla prestazione al simulatore potendo tralasciare alcuni passaggi che potrebbe avere un pilota reale, come ad esempio la preparazione fisica.”

Che tipo di esperienza è stata per te la vittoria al Nurburgring, Giorgio?

“Le emozioni sono state indescrivibili, prima di tutto perché eravamo in una delle piste più belle del mondo e contemporaneamente ad una delle gare più belle del mondo: la 24H del Nurburgring. Questo significa che si respira da subito un’aria di corse, a cui si è unito anche il virtuale con il GT World Tour che mi ha visto laurearmi campione. Non avrei mai immaginato di diventare campione europeo alla mia prima esperienza: all’inizio sembrava quasi tutto perso per colpa di una penalità che mi aveva posizionato all’ultimo posto nella prima gara.

Successivamente però, piano piano, ho risalito tutte le posizioni fino a vincere le ultime due gare, necessarie per aggiudicarmi il titolo. È stata un’esperienza a tutto tondo che mi ha anche permesso di conoscere persone di spessore sia del settore esport che dell’automobilismo, come Kazunori Yamauchi, ex pilota professionista e ideatore, nonché creatore e produttore, proprio della serie di videogiochi Gran Turismo.”

Come è iniziato tutto?
“Ero piccolo ma già amavo le corse automobilistiche. All’età di circa 10, 11 anni partecipavo già ai campionati di kart, reali, ottenendo podi e vittorie. Ho proseguito anno dopo anno arrivando nel 2016 a vincere un’importante competizione nazionale: il “Rally Italia Talent” nella categoria Under 18, ottenendo il premio “Supercorso Federale Aci Sport”. E da poco ho partecipato al Corso AMG Winter Experience organizzato dalla AMG Driving Academy.

Quando venne annunciato il progetto GT Academy, che offriva l’opportunità di diventare un pilota professionista per la Nissan, ho subito partecipato qualificandomi anche per diversi anni. All’epoca non potei avanzare alle fasi successive perché minorenne e per partecipare era richiesta la patente. Continuai però a usare i simulatori perchè capii che sarebbero stati un’opportunità per poter passare alle gare reali.”

Mondo del gaming e mondo automobilistico si sposano anche su altri livelli: è da poco stata annunciata la partnership di Williams Racing con Razer, leader nel lifestyle gaming. In che modo questa collaborazione potrà aiutare sia voi simdriver che i piloti “reali” della scuderia?
“Per me Razer potrà aiutarci, grazie ai loro prodotti di alta qualità ed efficienza, a migliorare la nostra esperienza di guida sul simulatore, contribuendo a riprodurre la realtà nel modo più accurato possibile. Sono molto felice di averli come sponsor, non potevamo chiedere di meglio.

Oltre al Nurburgring, i circuiti preferiti che trovano spazio nel cuore di Mangano sono Monaco e Imola. Ma lasceresti mai la carriera esport per quella di pilota reale?
“A occhi chiusi. Correre nella realtà e diventare pilota professionista è da sempre il mio sogno. Nonostante le vittorie sui simulatori, le sensazioni che sa regalarti una pista reale sono sempre superiori. Tuttavia il simracing per me non è un semplice hobby o ripiego ma un’opportunità che può aiutarmi a raggiungere il mio obiettivo finale. Questo lo hanno capito anche i miei genitori che mi hanno sempre appoggiato, mostrandosi felici e orgogliosi dei risultati da me raggiunti.”

E l’Italia? Come vedi il tuo successo nel panorama esport italiano?
“Penso che il mio esempio come quello di molti altri possa indubbiamente contribuire alla diffussione e accettazione dell’esport in Italia. Soprattutto quando si parla di Formula1, uno dei brand e più iconici delle corse automobilistiche con tantissima storia e prestigio.”

Cosa cerca Giorgio Mangano in questo 2019?
“I miei progetti per il 2019 includono, prima di tutto, rappresentare al meglio la scuderia Williams Esports come loro pilota. Per farlo parteciperò alle competizioni più importanti come il FIA GT World Championship cercando, allo stesso tempo, di continuare a perseguire il mio obiettivo finale: avvicinarmi sempre più alle corse reali”