C’è anche un italiano tra i 30 under 30 più influenti d’Europa secondo Forbes. Ha solo 28 anni e il suo progetto nel 2016 ha raccolto 12 milioni di dollari. Si tratta di Davide Dattoli, bresciano di 28 anni, fondatore dello spazio di co-working Talent Garden. “Ringrazio Forbes per avermi selezionato e anche tutto il team di Talent Garden”, ha scritto il giovane sul suo profilo Twitter appena pubblicata la lista dalla rivista statunitense.

“Stiamo cercando di creare un luogo in cui tutti gli ecosistemi possano incontrarsi, connettersi tra loro e cercare di stare insieme”, ha spiegato a Forbes Dattoli. “In Talent Garden – ha aggiunto – ciò che proviamo a fare non è solo creare il co-working, ma anche un luogo dove le persone si sentano a casa, stiano bene e crescano le connessioni”. Nato a Brescia, classe 1990, Dattoli ha fondato la community tecnologica nel 2011. Oggi è la più grande piattaforma di networking e formazione per l’innovazione digitale in Europa e conta 23 campus in 8 Paesi: Albania, Austria, Danimarca, Italia, Irlanda, Lituania, Romania, Spagna, raccogliendo migliaia di talenti, tra startup, freelance, aziende e grandi società.

Davide però non è l’unico italiano menzionato da Forbes. In tutto sono undici i giovani provenienti dalla Penisola citati dalla rivista tra i 300 più influenti in Europa in dieci categorie: Art&Style, Entertainment, Finance, Media&Marketing, manufacturing&Industry, Reatail&Ecommerce, Science&Healthcare, Social Entrepreneurs, Sports&Games e Technology.

Già selezionato da Forbes Italia nella lista 100 under 30 del 2018, nella classifica 2019 compare anche il ballerino classico Giacomo Rovero che a soli 13 anni ha vinto lo Youth American Grand Prix di New York, è l’unico italiano a essere entrato nel corpo di ballo del Royal Ballet di Londra.

Ma non solo, sempre nella categoria Art&Style c’è Giovanni Rastrelli, 28 anni, ceo di Edit Torino: un locale polifunzionale sorto in uno degli spazi dell’Ex Incet, Industria nazionale cavi elettrici. Lo spazio contiene un caffè, una panetteria, un birrificio, un cocktail bar, ristoranti e cucine in affitto, concettualmente definiti dalla condivisione. Nella stessa categoria anche il 30enne Andrea Mongia, illustratore per diversi siti e quotidiani come il The New Yorker, The New York Times, The Guardian, The Economist.

Nella categoria Social Enrepreneurs, spicca Lucrezia Bisignani (27), che ha fondato Kukua una startup che, attraverso una serie di giochi per smartphone che sviluppano le capacità di lettura, scrittura e matematica, ha l’obiettivo di sconfiggere l’analfabetismo infantile nei Paesi africani.

La rivoluzione del real estate, invece, viene da Nunzio Yari Cecere, 25 anni, ceo di Cecere Management, una holding attiva nello sviluppo di alloggi efficienti dal punto di vista energetico e sostenibile. È di due italiani anche Nextome, una app che grazie a specifici sensori sullo smartphone permette agli utenti di navigare all’interno di edifici di grandi dimensioni, a mo’ di Gps. Si tratta dei 29enni Domenico ColucciGiangiuseppe Tateo.

Rappresentata anche la categoria Science & Healthcare con Riccardo Patriarca (29), ricercatore a La Sapienza di Roma, che ha l’obiettivo di rendere più sicura la cabina di pilotaggio durante le emergenze e sta studiando modi per rendere le cose più sicure quando le interazioni tra uomo e macchina vanno male. Nella stessa classifica anche un “cervello in fuga”, Guido Zichittella, 27enne dottorando all’ETH di Zurigo.

Infine Arianna Fontana 28enne, si è imposta nella sezione Sports&Games. La pattinatrice di short track italiana è vincitrice di otto medaglie olimpiche invernali (cinque bronzo, due argento e un oro) e 14 medaglie (sette di bronzo, sei d’argento e una d’oro) ai campionati mondiali di pattinaggio di velocità.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Ana Paula Da Silva, la deputata difende il suo look in aula dopo essere stata offesa sui social: “Mi sono sentita psicologicamente violentata”

prev
Articolo Successivo

Roberto Saviano a Fabio Fazio: “In Italia odio indistinto. Tu sei figlio di impiegati e ti sei realizzato? Imperdonabile”

next