Me lo immagino, il Capitano, sprofondato nel divano al secondo tiramisù che, benché continui a sostenere il contrario (“Sanremo non lo guardo, ho altro da fare”), non si perde un solo sospiro dalle bocche di chi calca il palco dell’Ariston. E allora me lo immagino che al posto di mandare il consueto “bacione” o di omaggiare il “nemico” di turno col consueto “cioccolatino” (evito di fare pubblicità, a differenza sua) si incazza quando il duo Pio e Amedeo lo prende per i fondelli. “Non ti preoccupare, Claudio –  confidano i due a Baglioni – lui non è rancoroso. All’inizio dice peste e corna a tutti ma poi, dopo due-tre anni, ti vuole bene. Con noi meridionali ha fatto così”. E giù applausi. I più sonori, i più convinti dalla platea. “La gente è dalla nostra” sottolineano, ce ne fosse bisogno, i due comici.

E cosa fa, Salvini, in risposta? Quello che gli viene molto bene (non dico “meglio”, perché sa fare tante altre ammirevoli cose): pubblica un selfie sui social con, alle spalle, Baglioni in compagnia di Pio e Amedeo. E scrive: “Viva Sanremo… visto che parlano sempre di me, mi potevano invitare per una cantatina”. Coi suoi ultrà, sotto, che invocano l’azzeramento dei vertici Rai per far fuori “gli sciacalli che ci sguazzano dentro (sic)”.

A questo punto, ovviamente, la macchina della polemica (con relativa visibilità) è avviata. I giornali ne parlano: “Pio e Amedeo ironizzano su Salvini, e lui risponde sui social” (per alcuni, addirittura, il Capitano li ha “asfaltati“). Ma c’è un particolare che è passato abbastanza inosservato e che i più non hanno notato. Un po’ perché è quasi l’una di notte, un po’ perché le canzoni non sono, obiettivamente, granché e un po’, soprattutto, perché è il momento più emozionante della serata: siamo alla fine e Baglioni ha appena consegnato alle figlie di Pino Daniele il premio alla carriera. E dal nulla, con gli occhi lucidi e la bocca impastata, spara: “Io e Pino abbiamo fatto tante cose insieme. Ma vorrei ricordarne una in particolare: ‘Io dal mare’. E scherzavamo sul fatto che, comunque, tutti gli esseri umani vengono dal mare e prima o poi ci tornano”. Tutti gli esseri umani, compresi i 47 che erano bloccati sulla Sea Watch e la cui gestione lui, il direttore artistico, definì “una farsa”. Parole che provocarono la rabbia del ministro dell’Interno e portarono a chiedere, professionalmente parlando, la testa di Baglioni.

D’altra parte la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, aveva anticipato tutti proprio dopo l’incidente tra il cantautore e parte del governo: la politica (“politicità”, per l’esattezza) è ovunque. Nelle canzoni, nei testi, nelle storie personali. E, vivaddio, è così. Salvini vada avanti coi selfie e i post su Facebook, io preferisco l’educata sobrietà di Baglioni.

@AlbMarzocchi

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