Tempi duri a Roma per i musicisti, i tifosi di calcio e per chi non possiede un’asciugatrice. E anche, potenzialmente, per chi ha l’abitudine di esporre alla propria finestra messaggi politico-sociali. Il nuovo regolamento di Polizia Urbana varato dalla Giunta capitolina guidata da Virginia Raggi mette i punti sulle “i” rispetto a tutta una serie di abitudini di “popolo” che – secondo il giudizio del Campidoglio – sarebbe meglio mettere da parte.

ATTENZIONE AI “DECIBEL” – Chi ha l’abitudine di suonare e magari lo fa per studio o per professione, esercitandosi diverse ore al giorno, farebbe bene a dotarsi di strumenti elettronici o investire in sale prove autorizzate. Questo perché all’interno del nuovo regolamento è chiaramente scritto che “nelle abitazioni e nel luoghi privati, l’uso di tali strumenti a fini privati non deve arrecare molestia alla quiete dei vicini e, comunque, dalle ore 23.00 alle ore 8.00, i suoi non devono superare il limite della normale tollerabilità”. Con buona pace di pianisti e batteristi – ma non solo – Anche chi spera di esibirsi in strada dovrà “essere autorizzato”. I vigili urbani, poi, potranno sanzionare anche un comportamento tipico dello stereotipo del romano di periferia: lo stereo della macchina ad alto volume: “l’emissione sonora generata dai medesimi strumenti a bordo di veicoli, sia in sosta che in movimento, non deve propagarsi al di fuori dell’abitacolo dei veicoli stessi”. Amanti del tunz-tunz e metallari vari sono avvertiti.

VIA I PANNI STESI E GLI “OGGETTI” – Non è una novità, ma il regolamento lo ribadisce: “È vietato esporre o stendere all’aperto, biancheria e qualunque altro oggetto visibile dalle vie e piazze pubbliche”. Un’abitudine, in realtà, molto più diffusa nel Mezzogiorno ma che anche a Roma ha il suo seguito. Il bucato, ribadisce la giunta capitolina, va steso in casa o, al massimo, su stendini esposti sui cortili interni. Insomma, l’effetto “Spaccanapoli” non piace agli eredi della “buon costume”: meglio investire in un’asciugatrice e togliersi il problema. Ma attenzione, perché il regolamento parla di “altro oggetto visibile”. Potenzialmente, potrebbe starci di tutto: la bandiera della Roma o quella della Lazio, il drappo della Pace, un simbolo politico, un messaggio di contestazione politica o quant’altro.

OCCHIO AI FESTEGGIAMENTI SPORTIVI – Da un po’ di tempo il problema non si pone, soprattutto a causa delle vicissitudini sportive delle squadre romane e della Nazionale Italiana. Ma non si sa mai. In caso di future vittorie di scudetti e coppe varie, bisogna tenere a mente che è severamente vietato fare il bagno nelle fontane di Roma, specialmente quelle “monumentali”. Meglio starne alla larga, dunque. Quello che si può fare – ed è particolarmente apprezzato – è lanciarvi le monete, che divengono “automaticamente di proprietà dell’amministrazione capitolina”. Neanche i classici caroselli post vittoria sono graditi – stile post Roma-Barcellona dello scorso anno – specialmente se si suona il clacson e si parla ad alta voce: “È vietato emettere grida e schiamazzi, sia di giorno che di notte, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico transito”.

IL BAGNO DEL BAR È UN DIRITTO – Una buona notizia arriva dagli obblighi per i pubblici esercenti. Il bagno del bar utilizzabile da tutti non solo è una norma di buona creanza verso la clientela, ma anche un dovere. “È fatto obbligo agli esercenti degli esercizi pubblici di consentire l’utilizzo dei servizi igienici a favore della clientela”; questi “devono essere tenuti in piena efficienza e puliti”. Nel regolamento non c’è scritto, ma resta buona norma almeno consumare un caffè o acquistare un pacchetto di gomme.