“In Italia un tweet su sette contiene un discorso di incitamento all’odio”. È quanto emerge dal progetto Controlodio portato avanti dalle Università di Torino e Bari insieme all’associazione Acmos. Per la prima volta in Italia, un gruppo di ricercatori ha sviluppato una “mappa dell’odio” ovvero uno strumento che permette di monitorare quotidianamente la quantità di discorsi di incitamento all’odio in lingua italiana pubblicati su Twitter. “L’algortitmo raccoglie i tweet in lingua italiana, li filtra per parole chiave (rom, migranti, minoranze religiose) e grazie al machine learning identifica i tweet che rappresentano un incitamento all’odio” racconta il responsabile del progetto Marco Stranisci. I tweet vengono poi geolocalizzati su una mappa virtuale dalla quale emerge che non ci sono grandi differenze su base regionale: “L’odio è uniforme in tutta Italia, da ottobre a oggi, il 14% dei tweet italiani sono discorsi d’odio. I picchi di odio coincidono con notizie di cronaca, ma è soprattutto il modo con cui personaggi pubblici parlano di questi fatto di cronaca che influisce sull’aumento dei discorsi di odio”

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