La Cassazione conferma. Devono essere processati i genitori di Eleonora Bottaro, la diciassettenne padovana malata di leucemia che non si sottopose alle cure chemioterapiche e morì. È stato infatti respinto il ricorso dei coniugi Lino Bottaro e Rita Benini, residenti nel Padovano a Bagnoli di Sopra, che dovranno comparire in Tribunale con l’accusa di omicidio colposo, sotto la forma della previsione dell’evento, perché si sarebbero opposti ad affrontare la malattia con le cure tradizionali. Inizialmente erano stati prosciolti dal gup Mariella Fino, che aveva respinto la richiesta di rinvio a giudizio di Valeria Sanzani, procuratore aggiunto di Padova,e accolto la richiesta dell’avvocato difensore Raffaella Giacomin di Monselice. Poi la corte d’Appello di Venezia aveva ordinato il processo.

La Procura sostiene che i genitori avrebbero manipolato la volontà della ragazza, preferendo seguire il metodo Hamer, che ha preso il nome da un medico tedesco assertore di una medicina alternativa, priva però di validità scientifica e terapeutica. Eleonora si era fidata di quanto le avevano detto i genitori, anche perché temeva gli effetti della chemio e si era limitata ad assumere vitamine. Il pm ha sostenuto l’accusa pur ammettendo che i genitori fossero animati da buone intenzioni. Un anno fa il gup Mariella Fino li aveva prosciolti sostenendo che “non vige nell’ordinamento una regola che imponga ai genitori di educare i figli secondo i principi culturali dominanti”. La buona fede li aveva assolti e, comunque, un trattamento terapeutico non si può imporre. Ma questa impostazione non ha convinto né i giudici d’appello, né quelli della Cassazione.

A Eleonora la leucemia linfoblastica venne diagnosticata nel febbraio 2016. Aveva ottenuto di essere dimessa dal reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Padova, ma il Tribunale aveva deciso di sospendere la potestàgenitoriale, ordinando che fossero effettuati i cicli di chemioterapia. Siccome era stata lasciata libertà di scelta della struttura ospedaliera, Eleonora si era fatta ricoverare a Bellinzona in Svizzera. Anche lì i medici avevano prescritto la chemioterapia. Eleonora aveva rifiutata ed era tornata a casa. Ma nell’estate 2016 la situazione era precipitata, fino ad un nuovo ricovero in ospedale a Monselice. Anche in quel caso Eleonora aveva chiesto e ottenuto le dimissioni. Ma una settimana dopo, il 22 agosto, era morta nella propria casa. Dopo aver festeggiato con gli amici il diciottesimo compleanno.

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