“Nemiche amiche” è il titolo di una famosa pellicola del 1998, diretta da Chris Columbus e con protagoniste Julia Roberts e Susan Sarandon, interpreti di due donne molto diverse caratterialmente: si contendono i sentimenti dei figli di un uomo di cui una delle due è l’ex moglie e l’altra la nuova compagna. Alla fine, però, perseguendo un bene superiore, le due rivali si riscoprono complici.

È quello che sta accadendo a BMW e Mercedes, due colossi dell’automobilismo tedesco che da sempre si dividono i favori del mercato e della critica. Al fine di far quadrare meglio i conti, le due aziende, che già hanno in comune un servizio di car sharing (risultato dalla fusione dei rispettivi Drive Now e Car2Go), stanno pensando a un’alleanza di vasta portata su tecnologie, piattaforme e componentistica.

In ballo ci sarebbe la condivisione dei costi di progettazione e produzione di vetture di classe compatta, come la BMW Serie 1 – fra pochi mesi debutterà la nuova generazione, la terza, che decreterà il passaggio dalla trazione posteriore a quella anteriore – e la Mercedes Classe A, che nel 2017 è stata rinnovata da cima a fondo. L’indiscrezione su questa inedita collaborazione industriale è stata diffusa dalla testata Handelsblatt.

Il magazine tedesco riporta che nei piani delle due marche potrebbe esserci la creazione di una piattaforma costruttiva comune, usata anche per vetture come BMW Serie 2 e per le Mercedes Classe B, CLA e GLA. Della strategia farebbero parte pure le tecnologie per la guida autonoma. Una sinergia di intenti che permetterebbe alle due Case di risparmiare miliardi di euro in costi di sviluppo e produzione ed aumentare le marginalità. Ma non prima del 2025, quando la carriera commerciale di Classe A e Serie 1 arriverà al termine.

Non è tutto: a un livello ancora superiore, sembra che i giganti tedeschi dell’auto – inclusa Volkswagen, che intanto progetta un futuro insieme a Ford – e della componentistica (come Bosch, Continental e ZF Friedrichshafen) starebbero valutando la creazione di un’alleanza per la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie per la guida autonoma: tema per cui gli attori coinvolti hanno già accordi con aziende come FCA, Intel e Baidu. È quanto riporta Manager Magazin, che parla di una sorta di piattaforma tecnologica comune, aperta all’intero mondo dell’automotive e a società di tecnologia. Una decisione sul da farsi potrebbe arrivare a stretto giro ed essere annunciata già nel mese di marzo.