America’s Cup, Luna Rossa accelera verso Napoli. La sfida si gioca anche fuori dall’acqua
Negli ultimi anni l’Italia dello sport ha spezzato tanti tabù. Tra i pochi rimasti c’è quello della vittoria in America’s Cup, che nell’estate 2027 si disputerà nelle acque amiche del Golfo di Napoli. Nel frattempo, lo scorso week end a Cagliari, Luna Rossa ha ritrovato il proprio pubblico battendo New Zealand nei preliminari di Coppa America e soprattutto ha mostrato quanto la vela moderna sia ormai diventata un laboratorio tecnologico sempre più vicino al mondo dell’auto e dell’aerodinamica ad alte prestazioni.
Nel Golfo degli Angeli oltre 800 barche spettatrici hanno seguito le regate preliminari della Louis Vuitton America’s Cup. Un colpo d’occhio importante per un evento ancora lontano dalla vera Coppa America, ma già sufficiente per capire il livello di attenzione intorno al team italiano. “Cagliari ha risposto alla grande”, ha raccontato Max Sirena, ad e team principal di Luna Rossa. “Qui siamo a casa dal 2014. Oggi a lavorare siamo 127 persone e a Napoli saremo circa 150”.
Per Sirena, la sfida non è soltanto sportiva. “La Coppa America è il top tecnologico. Ed è soprattutto una sfida tra nazioni”. Anche per questo Luna Rossa continua a rafforzare la collaborazione con partner italiani, in una struttura che oggi comprende oltre cinquanta tecnici dedicati esclusivamente allo sviluppo.
Dietro le regate c’è infatti un mondo fatto di simulazioni, materiali compositi, software, analisi aerodinamiche e intelligenza artificiale. Le nuove barche foiling navigano anche a velocità di 55 nodi e, quando si sollevano sull’acqua, la superficie bagnata si riduce a pochi metri quadrati. Il resto è aria, flussi e gestione dell’efficienza, ovvero pane per i denti degli ingegneri che lavorano nel motorsport.
“A vincere è sempre la barca più veloce”, spiega Alessandro Franceschetti, responsabile del dipartimento strutturale di Luna Rossa. “L’aspetto umano resta fondamentale, ma oggi le differenze si fanno nei dettagli e nell’interpretazione delle zone grigie del regolamento”.
Ed è qui che entra in gioco il legame sempre più stretto con il motorsport. Da tre edizioni Luna Rossa collabora con Pirelli nello sviluppo dei materiali compositi e nello studio dei flussi aerodinamici. Un trasferimento tecnologico meno visibile rispetto ai motori o all’elettronica, ma decisivo.
“Il punto in comune è la scienza dei materiali”, spiega Franceschetti. “Fibra di carbonio, resine sintetiche, materiali polimerici: l’esperienza di Pirelli è fondamentale”. La logica, in fondo, è simile. Un pneumatico deve massimizzare prestazioni ed efficienza su una superficie limitata. Una barca foiling fa qualcosa di non troppo diverso sull’acqua.
Anche l’aerodinamica ha ormai assunto un peso centrale. “L’aria è la nostra benzina”, dice Franceschetti. “Con i foil le velocità sono cresciute enormemente e servono competenze che arrivano anche dal mondo delle auto ad alte prestazioni. Le barche di oggi sono very hi-tech e richiedono capacità di gestione enormi, anche al simulatore”.
Non a caso molti tecnici passano da un settore all’altro, da un team all’altro. Max Sirena lo rivendica con orgoglio: “Luna Rossa ha formato una generazione di ingegneri che poi sono stati presi da altre squadre. Oggi ne troviamo ovunque. Vuol dire che lavoriamo bene”.
La tecnologia però non basta da sola. A Cagliari, dove tutte le barche erano identiche (AC40, classe monotipo “ridotta” rispetto agli AC75 che gareggeranno a Napoli), la differenza l’ha fatta soprattutto il fattore umano. E il futuro della Coppa passa anche da qui: equipaggi sempre più giovani (“abbiamo tanti ragazzi fortissimi”, racconta Sirena), utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale e team misti maschi-femmine. Dal 2027, infatti, sarà obbligatoria la presenza a bordo di almeno una donna nelle regate di America’s Cup.
Napoli sarà il prossimo passaggio chiave. Luna Rossa trasferirà progressivamente lì le attività non appena la nuova base sarà pronta, presumibilmente con il nuovo anno visto che si è un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Sirena sa bene che regatare in casa aumenterà pressione e aspettative: “Nel 2021 ad Auckland siamo andati vicini alla vittoria. Poi ci siamo rimessi a testa bassa a lavorare. Patrizio Bertelli non ha obiettivi di business: vuole vincere la Coppa America. E anche noi”.