Una “nuova tappa”, un “nuovo capitolo” che porterà Francia e Germania ad andare avanti “mano nella mano” di fronte ai “nazionalismi che minacciano l’Europa”. Angela Merkel ed Emmanuel Macron festeggiano così la firma del Trattato di Aquisgrana che rinsalda l’asse franco-tedesco con una serie di progetti che spaziano dalle politiche energetiche ad impegni reciproci in caso di attacco contro uno dei due Stati. L’alleanza diventa quindi ancora più stretta e se da un lato viene celebrata dalle istituzioni europee come una “necessità” (Jean-Claude Juncker) dall’altra c’è chi come Donald Tusk chiede un segnale chiaro sul fatto che il trattato non si trasformi in una sorta di club esclusivo.

“L’amicizia franco-tedesca non è solo un sogno, ma una realtà e una necessità” ed è “garante” della pace in Europa, ha detto Juncker dopo la firma. “Negli ultimi anni, Francia e Germania sono quasi sempre unite, e questo qualche volta irrita gli altri partner – ha aggiunto il commissario Ue – Ma questa irritazione diventa dolore, se la comprensione diventa incomprensione. Quindi per favore curate questa amicizia, ci fa stare tutti più sereni”. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha invece usato “parole chiare”, come le ha chiamate lui stesso: “L’Europa ha bisogno di un segnale chiaro da Francia e Germania, sul fatto che questa collaborazione non rappresenti un’alternativa alla collaborazione con tutta l’Europa”.

Il nuovo trattato di cooperazione, che prevede anche un ravvicinamento nel settore della difesa, secondo la cancelliera tedesca, vuole dare “un contributo” alla creazione di un esercito europeo sviluppando una “cultura militare e di una industria comune degli armamenti”. Merkel parla di giorno “molto significativo” perché “vogliamo andare avanti mano nella mano”. E alla luce della storia del passato, e della inimicizia passata fra i due Paesi, “questo non è scontato”, ha continuato. Per Macron, invece, il Trattato di Aquisgrana è “un nuovo capitolo” della riconciliazione: “Segniamo una nuova tappa”, ha detto il capo dell’Eliseo.

La Merkel ha parlato di un trattato necessario “di fronte al crescente populismo e nazionalismo”. Settantaquattro anni dopo la seconda guerra mondiale, ha specificato, “cose che erano considerate evidenti sono nuovamente messe in discussione”, per questo “si rende necessaria una ridefinizione della direzione della nostra cooperazione”. Da oggi, invece, le ha fatto eco Macron, Francia e Germania si “assumono la responsabilità di parlare con una voce sola” di fronte ai “nazionalismi che minacciano l’Europa”, la “scossa” che proviene dalla Brexit, ma anche “il terrorismo, il cambiamento climatico” e le nuove dinamiche economiche.

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