Un passaggio di consegne che ricorda quel Wimbledon 2001, quando un giovane Roger Federer batté l’allora 31enne Pete Sampras. Il 2oenne greco Stefanos Tsitsipas raggiunge il suo primo quarto di finale agli Australian Open, eliminando agli ottavi proprio Federer – vincitore in terra australiana in sei occasioni e detentore del titolo – con il risultato di 6-7 7-6 7-5 7-6. Tsitsipas diventa così anche il primo giocatore del suo Paese a raggiungere questo punto in un torneo del Grande Slam. Per il campione delle ultime Next Gen Finals di Milano si tratta della vittoria più prestigiosa della sua carriera.

Nato ad Atene il 12 agosto del 1998, Tsitsipas è riuscito ad avere la meglio del fenomeno di Basilea mettendo in mostra tutto quel potenziale, tecnico e caratteriale, che già nella passata stagione lo aveva portato a conquistare i primi risultati importanti nel circuito maggiore: finali nel 500 di Barcellona e nel 1000 di Toronto (entrambe perse contro Nadal), primo ottavo di finale Slam (a Wimbledon) e primo titolo in carriera (a Stoccolma contro Ernest Gulbis). Il tutto condito da una scalata inarrestabile in classifica, dove è passato dalla 91esima alla 15esima posizione del ranking nell’arco del solo 2018. Un ruolino di marcia capace di metterlo in lotta per le Finals di Londra fino all’ultimo Masters 1000 dell’anno di Parigi- Bercy.

Tecnicamente dotato ed efficace su tutte le superfici, Stefanos Tsitsipas è giocatore a tutto campo, spesso protagonista vicino alla rete, dove non disdegna soluzioni anche spettacolari, come le volée in tuffo esibite nell’ultima edizione di Wimbledon. Scelto da bambino il rovescio a una mano, Tsitsipas comincia a farsi notare nel 2016, quando – nella categoria juniores – riesce a raggiungere la prima posizione mondiale e la vittoria in doppio nel torneo di Wimbledon. A fine anno poi il passaggio al professionismo con l’entrata in Top 100 nel 2017 che lo vede affacciarsi per le prime volte nei tabelloni principali degli Slam.

Ora per Tsitsipas ci sarà lo spagnolo Roberto Bautista Agut, reduce dalla vittoria per cinque set contro il finalista della passata edizione Marin Cilic e ancora imbattuto in questo 2019 (ha vinto il primo torneo dell’anno a Doha sconfiggendo in semifinale il numero uno Novak Djokovic). Una partita che rappresenta la prova del nove per quello che è, insieme a Zverev e Shapovalov, uno dei prospetti che maggiormente caratterizzeranno la prossima era tennistica. In caso di successo il greco – oltre ad avvicinare sensibilmente alla Top 10 (adesso è numero 13 del mondo) – potrebbe ritrovarsi di fronte Rafael Nadal (impegnato nei quarti contro un altro classe 1998 interessante, Francis Tiafoe). Sarebbe un altro passo verso la definitiva consacrazione.